C’è una data per la puntata finale (almeno finora) della querelle tra Google e Francia, avviata ormai da anni e diventata ancora più aspra dopo la legge europea sul copyright: come dicevamo qualche settimana fa, il Google francese subirà una forte trasformazione i cui effetti si faranno sentire anche per gli editori europei riconosciuti dal motore di ricerca. E il 24 ottobre termina questo processo, che si preannuncia critico e delicato, ovvero il giorno prima dell’entrata in vigore della legge sul copyright in Francia.

Google Francia limita le anteprime degli articoli nella Ricerca e in News

Rispetto a quanto si era percepito nelle fasi iniziali, a essere interessati dal taglio delle preview e degli snippet sarà l’intero sistema del motore di ricerca, e non solo Google News, e interessa come detto non solo i siti francesi, ma tutti i siti e le “pubblicazioni di carattere giornalistico europee per gli utenti” che sono indicizzati e posizionati su Google Francia.

Cosa cambia con la legge sul copyright

Per bypassare la legge (e scongiurare la cancellazione completa del motore di ricerca News, come accaduto in altri parti del mondo), Google ha deciso di modificare la modalità di presentazione dei risultati di ricerca relativi ai contenuti giornalistici francesi, che però ha effetti anche su tutti gli altri siti editoriali europei.

Una nuova pagina guida spiega che “Google non mostrerà più in Francia immagini in anteprima e snippet relativi a tali pubblicazioni, a meno che gli editori che mostrano contenuti in Francia abbiano specificato la quantità di contenuti da mostrare nei risultati di ricerca”. Proprio la quantità è il nodo chiave: la riduzione di anteprime testuali e visual serve a restare nei limiti della legislazione continentale sul contenuto di altri che è possibile ripubblicare senza incorrere nella violazione del diritto d’autore e senza corrispondere un compenso agli autori originali.

Quali siti sono interessati dalla notizia

Per capire se un sito è interessato dalla nuova legge sul copyright (che la Francia ha deciso di applicare da subito, anticipando gli altri Paesi europei) bisogna controllare la Google Search Console e verificare se il sistema ha incluso o tralasciato il proprio sito. Secondo il team di Mountain View, la legge europea non offre indicazioni specifiche sulle pubblicazioni di carattere giornalistico implicate, “pertanto Google ha dovuto stilare un elenco iniziale di pubblicazioni identificate di carattere giornalistico europee”: gli editori aggiungere una proprietà all’elenco pensano di esser stati tralasciati o, al contrario, possono chiedere la rimozione se la pubblicazione è stata inclusa per sbaglio.

Come comunicare le preferenze sugli snippet a Google

La soluzione trovata da Google per cercare di offrire un servizio utile e completo ai lettori è di demandare la scelta agli editori stessi, che possono comunicare le proprie preferenze sul trattamento di snippet testuali o preview grafiche. In particolare, un sito può scegliere se “rimuovere completamente gli snippet, impostare la lunghezza massima degli snippet per le loro pagine o le dimensioni massime delle miniature delle loro immagini oppure nascondere parti di una pagina dagli snippet”, usando i nuovi comandi di configurazione di tali parametri.

Tali funzioni sono a disposizione di “qualsiasi editore o sito web al mondo, a prescindere dalla designazione di pubblicazione di carattere giornalistico europea”, e basta usare un attributo HTML e i robots meta tag per comunicare le preferenze al motore di ricerca.

Snippet e ranking, quali sono gli effetti?

La gestione degli snippet non “prevede un cambiamento della nostra modalità di valutazione della pertinenza delle pagine“, dicono da Google, ma allo stesso tempo gli editori devono essere consapevoli che la limitazione dell’uso di questi dati potrebbe generare effetti negativi non tanto al ranking, quanto al traffico organico.

Ad esempio, “alcune funzionalità della Ricerca, come gli snippet in primo piano (i featured snippet), dipendono dalla disponibilità di contenuti in anteprima” e pertanto “sarebbe molto difficile inserire uno snippet in primo piano senza avere a disposizione lo snippet stesso”, ironizzano da Google. Inoltre, non mostrare meta description o avere anteprime limitate dei contenuti potrebbe rendere “le pagine del tuo sito meno comprensibili e visibili per gli utenti che eseguono ricerche”, e quindi “queste impostazioni potrebbero influire sul traffico dai referral della ricerca”.

La posizione di ANSO, associazione italiana della stampa online

Citiamo in chiusura il comunicato di ANSO (Associazione nazionale stampa online), che parla apertamente di “pericolo scampato” rispetto al rischio di chiusura di Google News, che avrebbe provocato danni a tutti i nativi digitali e, ovviamente, agli editori online, che erano “terrorizzati” dalla possibilità di un nuovo caso Google News Spagna.

La soluzione di compromesso scelta dal colosso americano – ovvero “la possibilità ad ogni singolo editore di decidere se essere presente o meno nel motore di ricerca, senza chiedere alcun compenso economico“, non è “perfetta, ma sicuramente garantisce un futuro a tantissime aziende editoriali”. Come spiega Matteo Rainisio, vicepresidente di ANSO, ” i piccoli editori hanno la necessità che motori di ricerca, social network ecc possano rilanciare le loro news per raggiungere sempre più lettori interessati. I grandi editori, al contrario, possono decidere liberamente di essere presenti sul motore di ricerca o di rinunciare al traffico che questi servizi portano quotidianamente sui loro siti”.