Anche stavolta sono state necessarie circa due settimane per il rollout dell’aggiornamento di Google: mercoledì 16 dicembre, alle ore 13.42 ET (19.42 qui in Italia), è arrivato il tweet con cui @searchliaison ha informato la community che il December 2020 Core Update era completamente dispiegato, chiudendo quindi la fase di fluttuazioni che ha contraddistinto gli ultimi giorni.

L'annuncio di Google

Gli effetti dell’aggiornamento di Google di dicembre 2020

Guardando i dati dell’osservatorio SERP di SEOZoom, notiamo che in Italia gli effetti più rilevanti dell’update si sono fatti sentire tra il 4 e il 10 dicembre: in questi giorni, infatti, è stata superiore alla norma l’attività delle oscillazioni dei risultati in prima pagina (1,76% il picco, raggiunto proprio il 4 dicembre), ma anche quella delle piccole (45,9% il 7 dicembre) e grandi variazioni (38,8%, sempre il 4 dicembre, primo giorno effettivo di rilascio) in SERP.

Analisi SERP Italia

Segno di un core update che ha provocato qualche scossone ai risultati, sia nella prima pagina (dove, in apparenza, ha rimescolato le posizioni tra i top10 piuttosto che stravolgere completamente le SERP, almeno rispetto ai trend medi di attività) che in quelle successive, e di una fase di “test di qualità” di Google che è proseguita davvero per svariati giorni, prima dell’assestamento.

Monitoraggio SERP Italia

La situazione su Google UK e Google ES

La nostra piattaforma ci permette anche di dare uno sguardo agli effetti del December 2020 Core Update sui risultati di ricerca di Google UK e Google ES (un database in via di continuo sviluppo).

Monitoraggio SERP UK

Per il Regno Unito, sono due i dati che saltano agli occhi, ovvero i valori delle “Oscillazioni dei risultati in prima pagina” e delle “Pagine che hanno subito grandi variazioni di posizioni in SERP”, che hanno avuto trend simili. In particolare, un primo picco di notevole attività intorno al 6/7 dicembre e poi, dopo una breve calma, una sorta di “seconda ondata” tra il 12 e il 17 del mese.

Effetti dell'update su Google UK

Nel primo caso, si tratta di movimenti interni tra le pagine che già sono in prima pagina (uno dei metodi con cui Google analizza le performance delle pagine per poi decidere chi meriti di stare più in alto), mentre le grandi variazioni tracciano il lavoro di testing del motore di ricerca sul rendimento delle pagine classificate (che spesso di “mostra” in questi stravolgimenti di ranking).

Analisi SERP Spagna

Molto più frastagliato il panorama degli effetti su Google spagnolo, che interessano tutti i valori presi in considerazione dal nostro software: ci sono quindi state variazioni grandi e piccole, ma anche oscillazioni in Top10 e – caso unico tra quelli analizzati – una maggiore frequenza di risultati usciti dalla prima pagina e quindi siti davvero colpiti dall’update, che si ritrovano scalzati dai concorrenti.

Monitoraggio delle SERP spagnole

Valutare l’impatto di questo core update

Molti analisti internazionali hanno provato a trovare le linee comuni di questo update, e in particolare Lily Ray ha redatto un report approfondito su chi ha vinto e perso posizioni e visibilità.

Dal suo studio, emerge che le categorie che hanno avuto i maggiori incrementi (superiori al 10%) dopo il December 2020 core update sono Finanza, Contabilità e Tasse, LGBTQ, Nutrizione e Fitness, Negozi di alimentari, Film e Streaming. Di contro, perdono visibilità tematiche come Medicine Naturali e Alternative, Dipendenze, Cura degli anziani, Dating, Sport, Arti dello spettacolo e News e media.

A livello di domini, sembrano perdere numerosi giornali e riviste, a cui Google preferisce siti verticali sui singoli topic, così come sono in calo alcuni siti che pubblicavano contenuti “rimodulati” da Wikipedia o altre fonti autorevoli online (che potrebbe essere un segno di una nuova attenzione dell’algoritmo verso contenuti esclusivi e originali).

Inoltre, non bisogna dimenticare una massima di fondo: se il sito perde traffico dopo un update dipende anche dal suo non essere più pertinente con i trend di interesse e il search intent degli utenti.

Giganti in calo

L’aspetto più sorprendente di questo aggiornamento è la forte inversione di visibilità di alcuni dei siti che erano stati i big winner del May 2020 core Update, come Amazon, Pinterest, CNN e New York Times, che hanno perso un po’ del loro ranking a beneficio di competitor, anche di dimensioni più piccole.

Il calo di Amazon dopo il Google December 2020 Core Update

Questa situazione si nota anche nel nostro Paese, come mostra il grafico per la versione italiana di Amazon, che tra il 3 e l’8 dicembre ha perso quasi 4 milioni di traffico stimato e un punto di Zoom Authority (scesa a 94). In calo anche il traffico di Gazzetta.it e Corriere.it (quasi 2 milioni persi e un punto di ZA in meno), così come quello di HdBlog (uno dei top nel settore tecnologia).

Al contrario, tra i siti che hanno guadagnato ranking e visibilità ci sono a livello internazionale molti che hanno lavorato duramente per migliorare i valori di EAT, che quindi secondo Lily Ray stanno iniziando a vedere i primi segni di ripresa, ma anche tutti i principali social come facebook.com, linkedin.com, youtube.com, twitter.com, instagram.com, fino a verticali come imdb.com e rottentomatoes.com.

In Italia, invece, a conquistare traffico dopo l’update sono, tra gli altri, i siti di Aranzulla, Zalando, Sky Sport e Subito, a riprova dell’estensione delle categorie in cui l’update ha fatto sentire il suo peso.

Come funziona un core update

In queste settimane, Google ha poi fornito qualche dettaglio in più sul funzionamento generale dei core update e anche su questo di dicembre.

In particolare, Danny Sullivan ha spiegato che un “core update è fondamentale per tutti i contenuti dell’Indice di Google”, è diretto quindi all’intero index, pagina per pagina. Questo spiega, quindi, perché in genere i suoi effetti non si vedono a livello di singole pagine, ma piuttosto a livello di dominio, e quindi un sito che ha molte pagine di qualità “non sufficiente” o non perfettamente a fuoco rischia di perdere posizioni dopo gli aggiornamenti.

È stato invece John Mueller a spegnere alcune speculazioni sul December 2020 core update, negando una correlazione con il cosiddetto Passage Indexing (ovvero, l’indicizzazione dei singoli passaggi di un contenuto, anticipata nell’ultimo evento Search On). Anzi, il Googler dice di non essere sicuro che l’index passaging sia già attivo o meno, ma che comunque esclude che Google abbia potuto programmare il suo rilascio in concomitanza al lancio di un aggiornamento principale.