“Le Web stories sono un nuovo, eccitante mezzo per la narrazione sul web“. Comincia così un interessante articolo sul blog ufficiale del progetto AMP, che cerca di spiegare come ottimizzare in ottica SEO queste risorse, che stanno assumendo un ruolo importante all’estero (dove sono scelte e usate anche da grandi gruppi editoriali), ma che in Italia sembrano ancora poco sfruttate.

Come fare SEO per le Web Stories

In realtà, secondo gli esperti di blog.amp.dev (da cui sono tratte le immagini in pagina) il lavoro di ottimizzazione parte da una considerazione apparentemente semplice: per le storie Web bisogna fare “tutte le cose SEO che faresti per qualsiasi altra pagina del tuo sito web”, perché la strategia che “aiuta a classificare le tue pagine normali probabilmente aiuterà anche le Storie”.

In fin dei conti, infatti, le Web Stories “sono solo pagine web”: hanno un URL sul nostro server web, possono ricevere link e possono linkare verso altre pagine web e possono apparire nei risultati di ricerca. Ciò che cambia è solo il formato, che ricalca lo stesso concetto delle caratteristiche funzionalità simili disponibili nelle popolari app di social network, esteso però a contenuti più generici che vanno da “come applicare il lucidalabbra nel modo giusto” a una “guida di viaggio attraverso l’Himalaya”.

I consigli di ottimizzazione per le storie

Ci sono comunque alcuni aspetti tecnici da verificare e tenere sotto controllo. In particolare, dobbiamo assicurarci che le storie “siano collegate all’interno del tuo sito Web in modo che i tuoi utenti e i bot possano effettivamente scoprirle”, esattamente come avviene con le altre pagine normali del sito; inoltre, se usiamo una sitemap, dobbiamo includervi anche le Stories. Allo stesso modo, “se pubblichi le tue pagine web regolari sui social media, pubblica anche le tue storie” e via così, fino ad arrivare alla regola di fondo per ottimizzare le Web stories: “segui le best practices che stai già applicando al resto del tuo sito web”.
Web Stories, consigli SEO

Le tattiche SEO per le storie Web

Viste la relativa novità di questo formato sul web e le sue caratteristiche uniche, ci sono però tattiche SEO specifiche per le storie AMP, che devono essere affiancante al lavoro SEO standard svolto per il nostro sito. Sono sette i campi verso cui concentrare la propria attenzione, secondo gli esperti:

  1. Metadati
  2. Gestione dei link interni
  3. Formato URL
  4. Allegati alla pagina
  5. Descrizione delle immagini
  6. Sottotitoli video
  7. Storie solo video

I principali interventi per ottimizzare le storie Web

Le storie Web hanno un meccanismo incorporato per collegare i metadati a una storia, con specifiche linee guida da rispettare per avere la massima compatibilità con i motori di ricerca e le funzionalità di individuazione che sfruttano questi elementi.

Inoltre, dobbiamo includere tutti i titoli, la descrizione, dati schema.org, OGP (Open Graph protocol), la scheda Twitter e gli altri dati che inseriamo normalmente nelle pagine web classiche.

L’uso dei link interni è molto utile ed è consigliare linkare le stories dalla homepage o da categorie: “Ad esempio, se la tua Storia parla di una destinazione di viaggio e hai una pagina che elenca tutti i tuoi articoli sul tema, collega anche le Storie alla pagina di quella categoria. Potrebbe anche avere senso creare una landing page speciale aggiuntiva come www.example.com/stories, che verrebbe quindi collegata da pagine chiave come la tua homepage”.

L’articolo ricorda che “i link – sia interni al tuo sito che esterni verso altri siti Web – sono una componente fondamentale del funzionamento del Web e dell’ottimizzazione per la rilevabilità”, e questo vale anche per le stories che, come detto, sono sempre pagine Web.

Sempre dal punto di vista tecnico, la guida segnala che non è necessario indicare nell’URL di una Storia che sta utilizzando il formato Storie Web o la tecnologia Storie AMP, perché a livello teorico queste risorse queste risorse dovrebbero essere integrate in una strategia URL più ampia. Ad esempio, “se i tuoi articoli su New York Travel utilizzano un format come /new-york/travel/title-of-article.html, considera la possibilità di utilizzare la stessa struttura di directory e lo stesso formato URL per le tue storie”.

La natura di questo format consente anche di inserire degli allegati alla pagina per presentare ulteriori informazioni in “forma classica di articolo” accanto alla storia, e in questo modo fornire dettagli extra, immersioni profonde o viaggi successivi per i contenuti presentati nella risorsa.

I suggerimenti per la gestione di video e immagini

Similarmente a quanto facciamo (o dovremmo fare) per ottimizzare le immagini regolari sul sito, anche nelle Stories è consigliabile inserire l’alt text nelle immagini, scrivendo un testo significativo per ottimizzare l’accessibilità e l’indicizzazione dei contenuti.
Può inoltre essere utile fornire sottotitoli e/o didascalie per i video contenuti nelle storie.

L’articolo (firmato dall’italiano Flavio Palandri Antonelli, Software Engineer di Google) consiglia anche di “sfruttare a pieno l’HTML semantico per costruire la tua storia”, ma premette che “alcuni strumenti progettati per l’uso sui social media potrebbero invece esportare una storia in modo tale che ogni diapositiva sia rappresentata come un file video che inserisce tutto il testo nel video”. In questo caso, è più opportuno “aggiungere il testo preciso visualizzato all’interno del video come attributo title sull’elemento amp-video“, ma solo “se non puoi assolutamente usare il markup semantico nella tua generazione di Storie“.

Altri consigli di ottimizzazione

In aggiunta a questi suggerimenti, ci sono poi altri dettagli tecnici da prendere in considerazione. In particolare, anche se il formato stories è tradizionalmente associato al consumo mobile, le AMP Stories funzionano anche su desktop con supporto opzionale per display orizzontali, e quindi la nostra pagina può apparire anche nei risultati di ricerca del desktop senza ulteriore lavoro.

Inoltre, pur utilizzando il framework AMP, le storie AMP dovrebbero essere self-canonical perché il canonical-pairing non è supportato e l’associazione <link rel = “amphtml” ..> utilizzata frequentemente dalle pagine AMP non è disponibile per le Storie. Questo perché un articolo lungo (o un video autonomo) e una storia web sullo stesso argomento sono esperienze web autonome diverse, e quindi uno non dovrebbe essere canonico per l’altro. Tuttavia, prosegue, se abbiamo una pagina web di una storia separata con lo stesso contenuto di una storia web, dovremmo considerare di rendere canonica la storia web, oltre che procedere con la convalida AMP delle storie.

Il contenuto resta centrale anche nelle storie

In definitiva, comunque, ciò che ci suggeriscono le fonti ufficiali è che la SEO per le Web Stories non è troppo diversa dalla SEO per qualsiasi altra pagina web, e quindi dobbiamo impegnarci per tradurre le nostre competenze anche verso questa nuova opportunità. Esiste qualche best practices specifica da mettere in pratica, ma il consiglio finale resta sempre lo stesso: includere contenuti di alta qualità.

Anche per le stories vale il vecchio mantra “content is king“, perché fornire contenuti di alta qualità utili e interessanti per i nostri utenti “è e sarà sempre la tattica SEO più importante, che non può essere ignorata e ha la precedenza su tutto il resto”.