Nel lavoro di ottimizzazione di un sito, una delle chiavi per riuscire a raggiungere gli obiettivi desiderati è la possibilità di avere a disposizione dati aggiornati e affidabili, da saper leggere, interpretare e utilizzare nella maniera migliore. Questa è una delle caratteristiche principali di SEOZoom, che tra le sue tante funzioni offre anche degli strumenti che consentono di tener d’occhio e anticipare tendenze e cambiamenti in atto, sia nelle SERP che nelle valutazioni che Google fa di tutti i siti classificati: parliamo della sezione Osservatorio e approfondiamo in che modo può essere utile per le nostre strategie.

Che cos’è l’Osservatorio di SEOZoom

L’Osservatorio è una sezione specifica della suite, che mette a disposizione due diversi strumenti aggiornati praticamente in tempo reale: Osservatorio SERP è un insieme di dati sulle pagine dei risultati di ricerca di Google e sui movimenti in atto, mentre invece Osservatorio ZA è un focus continuo sulla distribuzione di tutti i siti classificati in base alla Zoom Authority, la metrica originaria di SEOZoom che valuta oggettivamente la qualità di un dominio agli occhi di Google.

Come e quando usare l’Osservatorio SERP

Composto di una tabella riassuntiva e di quattro schermate specifiche, l’osservatorio SERP serve a scoprire in ogni momento la variabilità delle prime pagine di Google su tutte le keyword ed è ideale per controllare le oscillazioni tra i risultati causati, ad esempio, dagli update di Google (e, infatti, è lo strumento che utilizziamo per le nostre analisi sugli effetti degli aggiornamenti algoritmici del motore di ricerca).

Inoltre, può essere il tool dove comprendere se l’alta variabilità percepita sulle nostre pagine dipenda da fattori esterni – aggiornamenti, appunto, o altri movimenti complessivi – o se invece sia una questione legata al nostro progetto, e quindi ci permette di avere un quadro di informazioni per correre ai ripari e riprendere ad avere buoni risultati.

Possiamo quindi usare l’osservatorio come punto di riferimento per movimenti insoliti tra i risultati posizionati del nostro sito, per avere un riscontro immediato su quanto sta accadendo a livello statistico su Google Italia.

Come funziona l’Osservatorio SERP di SEOZoom

L’osservatorio mostra, a livello statistico, tutte le oscillazioni che ci sono state nelle SERP su Google Italia (e su tutte le altre versioni del motore di ricerca comprese nel database multilingua di SEOZoom). La comprensione dei dati è piuttosto semplice e intuitiva, grazie ai simboli colorati che danno a colpo d’occhio un’informazione sul livello dei movimenti.

Per la precisione, lo strumento prende come riferimento un andamento medio delle oscillazioni – ovvero, risultati che entrano ed escono dalla prima pagina di Google – e analizza giorno per giorno il livello di scostamento da questa media. Pertanto, un pallino rosso (nella tabella e nei grafici) significa che i dati rilevati da SEOZoom indicano un’attività importante, con modifiche rilevanti all’interno delle SERP; al contrario, un pallino verde è indice di un’attività moderata, inferiore bassa rispetto alla percentuale standard di oscillazioni, e infine il pallino blu segnala risultati che si discostano dalla media.

Schermata Osservatorio SERP

Nella versione tabellare, l’Osservatorio offre il monitoraggio delle SERP dell’ultima settimana – calcolando i valori delle oscillazioni, come detto, rispetto all’attività media nelle pagine dei risultati di Google – suddividendo i dati in 4 categorie:

  • Usciti da TOP 10: la frequenza di variazioni nella prima pagina dei risultati di Google per ogni keyword, con l’alternanza tra siti che escono e quelli che invece entrano in Top10.
  • Oscillazioni 1a pagina: la frequenza tra le variazioni interne alla prima pagina di Google, con le pagine che cambiano posizione pur restando sempre in Top10.
  • Piccole variazioni in SERP: analisi quotidiana della percentuale di pagine web che subiscono variazioni di posizioni di lieve entità, per identificare cambiamenti in corso nel comportamento dell’algoritmo di Google.
  • Grandi variazioni in SERP: analisi della percentuale di pagine web che subiscono variazioni di grandi entità, che possono essere considerate è un continuo test di qualità sul rendimento delle pagine web da parte di Google.

Gli stessi dati si possono poi verificare anche nelle rappresentazioni grafiche, che estendono il monitoraggio a un mese, per avere un riferimento ancora più ampio e scoprire quindi visivamente tutte le continue variazioni di Google.

L’Osservatorio ZA, per scoprire la scala dei valori dei siti

L’altro strumento della sezione è l’Osservatorio Zoom Authority, che nasce per permettere a tutti di comprendere in maniera istantanea il livello in cui si classifica un sito in base alla nostra metrica.

Si tratta di un riferimento strategico sia per capire meglio il contesto in cui si muove il nostro sito, ma anche per determinare se la ZA di un dominio sia buona o meno, ad esempio in fase di valutazione per attività di link building o di semplice analisi dei competitor.

Come usare l’Osservatorio ZA

Anche in questo caso, abbiamo di fronte una tabella e un grafico.

Schermata dell'Osservatorio Zoom Authority

La tabella elenca 10 classi di valori Zoom Authority (da 0-10 a 91-100) e indica immediatamente il numero di siti che ricadono nella fascia e la variazione quantitativa rispetto al precedente monitoraggio. Inoltre, se clicchiamo sul singolo range si apre la visualizzazione grafica, che entra maggiormente nel dettaglio della distribuzione dei domini in base al punteggio ZA, mostrandone la scala completa.

Ad esempio, nella fascia maggiore di ZA da 91-100 ci sono al momento solo 5 siti – dato stabile; la visualizzazione grafica ci indica che, per la precisione, in Italia c’è un sito che ha ZA pari a 92, 3 siti che raggiungono un punteggio di 94 e il rimanente che ha un valore di 99 (per la cronaca, è it.wikipedia.org).

L’utilità della Zoom Authority

Come segnalato in altri approfondimenti, la ZA è una metrica che sta diffondendosi in maniera sempre maggiore per la valutazione di un sito, in quanto capace di offrire una fotografia abbastanza affidabile e utile del valore di ogni sito sito, prendendo in esame aspetti fondamentali come il traffico organico, il coinvolgimento e le opportunità di crescita.

Si tratta cioè di una misura più “oggettiva” e legata alle valutazioni stesse di Google (e non quindi a fattori esterni come numero di link o altre variabili più manipolabili), che ciò rende la ZA anche capace di adattarsi ed evolversi in tempo reale (non è un valore che “scade” o che può soffrire aggiornamenti algoritmici, perché fotografa sempre la situazione attuale).

In sintesi, dunque, la Zoom Authority misura quanto un sito piace a Google: più il suo valore è elevato, più un sito Web è posizionato e più posiziona meglio nuovi post. Pertanto, sapere il dato della Zoom Authority di un sito ci permette di fotografarne in maniera istantanea la sua qualità, ma è solo inserendolo nel giusto contesto – l’intero panorama Web – che possiamo determinare davvero le sue prestazioni.

A questo serve, in definitiva, l’osservatorio della Zoom Authority, con cui possiamo avere sempre sotto controllo la visione globale dei siti web presenti nel nostro database in riferimento al mercato italiano e analizzare l’autorevolezza dei siti web su (e secondo) Google Italia.