La Zoom Authority si è imposta in questi anni come metrica più usata per valutare il valore dei siti e per le trattative nelle campagne di link building. Ma c’è un limite oggettivo: il confronto logaritmico viene fatto su tutto l’insieme dei siti indicizzati e posizionati su Google Italia, rendendo quindi impossibile la sfida per determinati settori e progetti di nicchia. Ecco perché Ivano Di Biasi e Giuseppe Liguori hanno inventato la Topical Zoom Authority!

Il valore della Zoom Authority

Prima di scoprire come funziona la nuova metrica, che sarà rilasciata nel 2020, bisogna comprendere le caratteristiche della Zoom Authority che ne rappresenta la “base”.

Si tratta di un parametro che fotografa il gradimento e il comportamento che Google mostra verso un determinato sito, analizzando fattori fondamentali e concreti come il traffico organico, i posizionamenti delle keyword, il coinvolgimento, il volume delle ricerche per le keyword posizionate e le opportunità di crescita.

Non è quindi un semplice calcolo dei backlink ricevuti, ma un valore non taroccabile, in costante evoluzione e capace di adattarsi anche alle variazioni di Google.

Le metriche per la link building

Questo non significa che sia una metrica perfetta o che sia infallibile, ovviamente, perché si basa sempre e comunque sull’analisi di dati; rispetto ad altri parametri, però, la Zoom Authority è neutrale perché non è una valutazione di SEOZoom, ma un’analisi di quello che Google pensa del sito, e quindi una panoramica affidabile del valore del dominio.

Ma c’è un limite, soprattutto in ottica link building: non analizza i singoli contesti ed è calcolata in scala logaritmica. Questo significa che la classificazione riunisce tutti i siti riconosciuti da Google.it, da quello più piccolo e appena nato fino ai colossi del settore di ZA 100 (il “sito seme”, il “miglior sito italiano” secondo i parametri dati: in realtà non esiste nessun sito con ZA 100 e solo Wikipedia si avvicina con ZA 99).

Inoltre, la scala logaritmica rende sempre più complessa la arrampicata verso i valori più alti, perché le distanze tra gli intervalli non sono uniformi e costanti ma ogni “tacca” si basa sul logaritmo di ciascun numero. In parole semplici, è facile aumentare la ZA nelle fasce inferiori, mentre diventa sempre più difficile l’incremento quando si raggiungono le soglie più alte.

Nasce la Topical Zoom Authority per ogni settore

 Queste caratteristiche rischiavano di penalizzare i siti che operano in piccole nicchie di mercato, bloccati a valori di Zoom Authority inevitabilmente più bassi dei siti generalisti: trattando argomenti meno ricercati, con keyword dal basso volume e con traffico naturalmente inferiore rispetto ai giganti online, questi siti non riuscivano a emergere oltre una data soglia di ZA.

Ecco perché si è reso necessario inventare un nuovo parametro, la Topical Zoom Authority, che riesce a classificare ogni sito all’interno di un topic, creando di fatto una nuova graduatoria e permettendo di conoscere il miglior sito per ogni settore online!

Ad esempio, se un sito che tratta di pesca ha una ZA 32, con il nuovo sistema potrebbe avere una TZA pari a 100 o a 90 per lo specifico argomento, in quanto miglior sito di pesca in Italia. E questo vale per ogni ambito di attività!

Una rivoluzione per valutare i siti per la link building

Sarà una vera rivoluzione per le trattative di link building, perché consentirà a tutti di scoprire a colpo d’occhio il valore reale di un sito in assoluto e negli specifici campi di interesse, e assicurerà anche una visibilità differente ai tanti progetti che operano in comparti molto piccoli e nascosti.

La funzione è stata lanciata proprio in queste ore e attualmente il sistema di SEOZoom sta studiando tutti i siti su google.it per categorizzarli, prima di procedere alle valutazioni della TZA. Serviranno quindi alcuni giorni per andare a regime e la nuova metrica dovrebbe essere operativa con il nuovo anno.