I problemi con le versioni multilingua di un sito sono tra i più frequenti errori nelle campagne SEO, lo abbiamo detto anche qualche tempo fa, e oggi vogliamo approfondire questo tema e, soprattutto, provare a dare qualche indicazione sulle best practices da seguire. Ci concentriamo dunque sul tag hreflang e sulla corretta implementazione di questo attributo, che consente di declinare sito e pagine per utenti di località differente.

Che cos’è l’attributo hreflang

Le annotazioni hreflang sono attributi dell’elemento link nell’intestazione della pagina che servono a informare Google di tutte le varianti della pagina presenti in diverse lingue e per diverse aree geografiche.

La sintassi corretta di ogni elemento link è <link rel=”alternate” hreflang=”codice_lingua” href=”url_della_pagina” />: solo così Google può comprendere quale lingua stiamo utilizzando in una pagina specifica e quindi fornire l’esatto risultato agli utenti che effettuano ricerche in quella lingua sul motore di ricerca.

Per completezza, codice_lingua fa riferimento al codice target supportato dalla versione della pagina, che può essere anche lasciato indefinito (x-default) per “indicare qualsiasi lingua non elencata espressamente tramite un tag hreflang nella pagina” (in genere quando non ci sono lingue corrispondenti assegnate e si lascia possibilità all’utente di selezionare il proprio Paese da una mappa cliccabile). Invece, url_della_pagina è l’indirizzo completo della versione della pagina relativa alla lingua/area geografica specificata. 

Come usare le annotazioni per i siti multilingua

L’attributo hreflang è stato introdotto da Google nel dicembre 2011 per stabilire una relazione tra le pagine Web in lingue alternative ed è utile quando creiamo contenuti specifici per un pubblico locale. In presenza del tag, i motori di ricerca indirizzano il traffico verso la versione più appropriata alla lingua degli utenti e al loro indirizzo IP di localizzazione, così da garantire loro un’esperienza proficua e adatta alle loro esigenze.

Possiamo anche usare hreflang in maniera più specifica, se abbiamo contenuti mirati verso varianti di una singola lingua, adatti ad esempio a una regione determinata (ad esempio, per la lingua spagnola possiamo impostate hreflang=”es-es” per localizzare il contenuto in Spagna, mentre hreflang=”es-mx” localizza il Messico) e intercettare un target più preciso, assecondando le variazioni di valuta, spedizione, stagionalità e cultura.

Le caratteristiche di hreflang

Bisogna comunque chiarire un aspetto importante: hreflang è un segnale, non una direttiva. Questo vuol dire che altri fattori SEO percepiti dal motore di ricerca possono scavalcare l’attributo hreflang e causare un posizionamento superiore di una versione diversa della pagina.

L’attributo può essere inserito nella sezione dell’intestazione del codice HTML, nell’intestazione HTTP o nella sitemap, selezionando solo una di queste posizioni. Inoltre, ogni variante delle pagina dovrebbe includere “un insieme di elementi <link> nell’elemento <head>”, ci spiega Google, ovvero “un link per ogni variante della pagina, inclusa la pagina stessa”, assicurando che l’insieme di link sia identico per ogni versione della pagina.

Questo passaggio è importante se abbiamo più versioni di una pagina relative a lingue o aree geografiche diverse, perché segnala a Google la presenza di queste alternative e consente al motore di ricerca di indirizzare gli utenti alla versione della pagina più appropriata in base alla lingua o all’area geografica.

Hreflang e contenuti duplicati

La preoccupazione di tanti, soprattutto quando si lavora con eCommerce, è di proporre contenuti duplicati o percepiti tali dal motore di ricerca, e spesso anche verso il tag hreflang c’è questo timore. In realtà, Google chiarisce che “le versioni localizzate di una pagina vengono considerate duplicati solo se i contenuti principali della pagina rimangono non tradotti”.

Quindi, usando correttamente gli attributi multilingua possiamo risolvere il problema della duplicazione dei contenuti e declinare i prodotti (o gli articoli) per un pubblico o un target specifico, distinto per lingua o per regione.

Quando usare hreflang

Google ci suggerisce tre casi particolari di scenari in cui è preferibile utilizzare il sistema delle pagine alternative relative a lingue o aree geografiche specifiche:

  • Pagine con contenuti generati dagli utenti, come i forum, se manteniamo i contenuti principali in una sola lingua e traduciamo soltanto il modello (barra di navigazione o il piè di pagina).
  • Contenuti simili in un’unica lingua ma destinati ad aree con varianti locali, come ad esempio sito in inglese destinato a utenti di Stati Uniti, Gran Bretagna e Irlanda.
  • Sito con contenuti completamente tradotti in diverse lingue, come ad esempio ogni pagina che presenta versioni in italiano, tedesco e inglese.

Chiaramente, l’uso di questo attributo è molto utile per la SEO multilingua perché permette di evidenziare il legame che intercorre tra pagine tradotte in lingue diverse e, soprattutto, di fare targeting più accurato del traffico organico, perché Google mostrerà una versione del sito in linea con la localizzazione geografica degli utenti.

Inoltre, ci sono effetti positivi anche sull’esperienza utente, perché ad esempio un australiano potrà acquistare su un sito in lingua inglese usando il dollaro locale (e non quello statunitense) come impostazione di default, oppure un utente del Canton Ticino può atterrare in una pagina in italiano su un sito di base in Germania.

Le best practices per implementare hreflang

Per raggiungere questi obiettivi dobbiamo ovviamente seguire una serie di indicazioni e rispettare dei parametri ben precisi. In particolare:

  • Il rel alternate hreflang deve essere presente in tutte le pagine e specificare tutte le versioni, anche quella della pagina stessa. Non possiamo limitarci solo alla home page.
  • Evitare l’assenza di link di ritorno: se una pagina X rimanda alla pagina Y, la pagina Y deve rimandare alla pagina X.
  • Non rimandare a pagine con codice di stato HTTP 404 o 301/302.
  • Verificare i codici di lingua e area geografica: i codici delle lingue sono nel formato ISO 639-1 e quelli di area geografica in ISO 3166-1 Alpha 2.
  • L’indicazione dell’area geografica nell’hreflang è facoltativa, ma non è possibile utilizzare solo quest’ultima senza specificare la lingua.
  • Se è presente un rel canonical nella pagina, deve essere autoreferenziale e riportare se stesso come canonico. Mai puntare il canonical verso un’altra pagina, a meno che non si desideri bloccarla. Inoltre, non si può combinare gli attributi hreflang e canonical in un unico tag.