Le SERP ballano: arriva August 2023 Core Update di Google

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Si è fatto attendere a lungo (ben 160 giorni dal precedente) ed è arrivato nel momento probabilmente meno atteso, il 22 agosto: Google ha rilasciato a livello globale August 2023 Core Update, nuovo aggiornamento principale dei suoi algoritmi che, come al solito, serve a dare una “sistemata” al motore di ricerca e ad assicurare che continui a presentare risultati utili e affidabili agli utenti che lo utilizzano.

August 2023 Core Update di Google, cosa sappiamo

Alle ore 13:30 ET (19.30 PT e 4.30 del mattino in Italia!) del 22 agosto 2023 l’ormai classico tweet di Google ha ufficializzato la partenza di August 2023 Core Update, a cui servono le canoniche due settimane per il completamento dell’implementazione.

L'annuncio ufficiale di Google sull'update

Come sappiamo, un broad core update o aggiornamento principale della Ricerca Google è una modifica significativa e ampia degli algoritmi e sistemi di ricerca di Google, che vengono rilasciati periodicamente nel corso dell’anno e, solitamente, producono effetti sensibili sulle SERP, che possono subire grandi variazioni. Per questo motivo, sono particolarmente temuti da SEO e professionisti digital, che in queste fasi rischiano di veder calare bruscamente i posizionamenti acquisiti con i loro siti – oppure, in caso opposto, scoprono grandi balzi in avanti delle pagine “premiate” – anche se a volte capita di “scamparla” senza effetti particolarmente visibili.

Questo agostano è appena il secondo broad core update dell’anno e segue di oltre cinque mesi il precedente, March 2023 Core Update; i primi effetti sulle SERP sono sembrati blandi, ma in realtà le variazioni si sono intensificate nel corso dei giorni.

Gli effetti dell’aggiornamento sulle SERP: l’analisi di SEOZoom

Grazie al nostro strumento Osservatorio SERP, infatti, possiamo vedere che ci sono state parecchie fluttuazioni nelle SERP italiane, così come in quelle estere che monitoriamo.

Concentrandoci sull’Italia, la schermata ci mostra rapidamente come sin dal 24 agosto ci sia stata intensità superiore alla media nelle cosiddette “oscillazioni prima pagina“, ovvero variazioni di posizione tra pagine all’interno della TOP10 di Google, che sono ancora in atto oggi.

Meno intense le altre tipologie di movimento, eccezion fatta per il fuoco registrato intorno al 25 agosto per le “grandi variazioni” (pagine che subiscono appunto grandi cambiamenti nel ranking, in positivo o in negativo). Una situazione che ricorda un po’ quello che è avvenuto alla metà di luglio, quando le SERP internazionali stavano incontrando una estrema volatilità.

Cosa succede nelle SERP europee

Molto differente la situazione in UK, uno dei db europei presenti in SEOZoom: qui, infatti, gli stravolgimenti sono stati più significativi perché hanno interessato soprattutto la prima pagina, con molti siti che hanno perso il loro posto al sole, uscendo dal novero dei primi risultati forniti da Google.

Anche in Francia il meteo delle SERP presenta uno scenario simile, con intensità di variazioni legata principalmente alle pagine uscite dalla TOP10 di Google e poca attività per gli altri aspetti analizzati dai nostri strumenti.

Ben più movimentato il quadro su Google Germania: qui l’aggiornamento algoritmico ha interessato sin da subito le “piccole variazioni” (cioè cambiamenti di posizione di lieve entità), le grandi variazioni (almeno tra il 24 e il 26 agosto) e – nelle ultime ore – anche i risultati usciti dalla TOP10, segno di un fermento tra il ranking delle pagine che Google sceglie di mostrare ai suoi utenti.

Effetti meno evidenti li ritroviamo infine in Spagna, dove August 2023 Core Update si è fatto sentire soltanto nelle immediatezze del rilascio, con un fuoco nella giornata del 23 agosto relativo alle “piccole variazioni”.

August 2023 Core Update: cosa fase se il sito crolla

Ovviamente, i core update spaventano soprattutto in termini negativi: la preoccupazione di tanti (tutti?) è veder vanificare improvvisamente gli sforzi fatti nei mesi precedenti per guadagnare visibilità su Google dopo tali aggiornamenti, con un crollo del ranking causato appunto da questi interventi.

È bene ricordare che i core update non sono progettati per indirizzare siti o pagine specifici, ma possono comunque spostare gli equilibri, portando a posizionamenti migliori pagine che prima avevano poca visibilità e, di conseguenza, facendo scivolare nelle classifiche le pagine che avevano prestazioni migliori.

Google sottolinea che notare un calo delle prestazioni dopo un aggiornamento principale non indica la presenza di un problema con il nostro sito, perché i core update riguardano invece il modo in cui i suoi sistemi valutano i contenuti nel complesso e servono a mantenere alta la qualità dei risultati forniti. In un certo senso, quindi, non è un voto negativo per le pagine che perdono ranking, quanto piuttosto un voto alto per le pagine che guadagnano (anche se a volte questi movimenti sono solo temporanei, quasi fossero un test per valutare l’effettiva qualità dei contenuti attraverso anche il gradimento degli utenti).

Ad ogni modo, è importante sempre avere il controllo su ciò che sta accadendo nel contesto “Google”, così da sapere almeno a grandi linee se i cali di traffico sono legati appunto agli effetti di un broad core update o se invece derivano da problematiche diverse, da investigare più analiticamente.

In linea di massima, le linee guida di Google incoraggiano chi vede cali nelle classifiche post-aggiornamenti a concentrarsi sul miglioramento della qualità del sito Web, piuttosto che sulla ricerca di soluzioni tecniche. In particolare, i consigli invitano a verificare le pagine che non funzionano bene, studiare i termini di ricerca hanno portato le persone a quelle pagine così da analizzare la pertinenza effettiva e comprendere se il contenuto è davvero utile, e decidere poi qual è la strategia di ottimizzazione necessaria e più efficace, nell’ottica di dare priorità al miglioramento dei contenuti per soddisfare ciò che cercano gli utenti.

Ma c’è sempre un avvertimento finale: non è garantito che i miglioramenti aiutino il recupero, può servire tempo (a volte bisogna aspettare il successivo update) e, in fondo, nessuna pagina ha una posizione statica o garantita nei risultati di ricerca di Google.

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