Le best practices per la struttura URL delle pagine AMP

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La gestione della struttura URL è un tema delicato per ogni sito, ma assume una valenza specifica quando si tratta di impostare la strategia relativa alle pagine AMP, perché ci sono alcune regole da rispettare per fornire indirizzi delle pagine accelerate che siano corretti ed efficaci. Ecco alcuni consigli e best practices che arrivano direttamente da Google.

La struttura URL AMP deve essere significativa per l’utente

La prima indicazione è molto chiara e semplice: lo schema che decidiamo di adottare per l’URL AMP deve essere “significativo per l’utente”, dicono le Linee Guida di Google. Un esempio ci permette di comprendere agevolmente cosa si intende: “Se la tua pagina canonica è example.com/giraffes, dovresti ospitare la pagina AMP su, ad esempio, amp.example.com/giraffes o example.com/amp/giraffes, anziché su test.com/giraffes”.

In pratica, non bisogna offrire un URL completamente diverso e fuori dal dominio del sito principale perché questa scelta potrebbe “disorientare” un utente. Come sappiamo, ora l’URL AMP originale è visibile come avviene con qualsiasi pagina web, e trovare discrepanza tra il nome del sito su cui hanno cliccato dal link della Ricerca Google e ciò che poi effettivamente vedono nella casella del browser potrebbe generare confusione e complicare l’esperienza di navigazione dei lettori.

I suggerimenti di Google per la struttura degli URL AMP

Il tema è stato al centro di una delle domande ricevute da John Mueller nei suoi tradizionali hangouts su YouTube delle scorse settimane, e il Googler ha fornito qualche indicazione in più su cosa fare e cosa non fare nella scelta di una struttura URL per le pagine AMP di un sito.

L’utente ha chiesto espressamente se ci fossero delle best practices a cui far riferimento per gestire gli indirizzi; inoltre, partendo dal presupposto che l’uso di “un sottodominio o una cartella di livello superiore” offre qualche beneficio in termini di “migliore possibilità di analisi in diversi strumenti”, si domandava (e interrogava il Senior Webmaster Trends Analyst) se “mettere le pagine AMP sotto il dominio principale anziché in un sottodominio o con parametri potesse fornire qualche vantaggio per Google”.

Gli URL AMP devono essere nello stesso dominio

La risposta di Mueller si concentra innanzitutto su un aspetto: l’unica preoccupazione di Google – l’unico criterio fondamentale – è che gli URL delle pagine AMP siano tutti nello stesso dominio del sito, confermando quindi l’indicazione che si legge nelle linee guida.

Ne deriva che va benissimo inserire questi collegamenti “nel sottodominio o in una sottodirectory”, perché è una pratica consentita e accettata.

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