Un colosso come quello di Mountain View non si ferma mai, e spesso riportiamo notizie del lavoro che i vari team dell’azienda californiana portano avanti per mantenere efficace il sistema di Google Search (come le oltre tremila modifiche apportate lo scorso anno!) o per risolvere gli inevitabili (?) problemi che a volte si trovano ad affrontare. Al lavoro c’è anche la squadra impegnata sulla Google Search Console, che in questi giorni si arricchisce di un’altra funzionalità pratica e utile.

Verifica Auto-DNS in Search Console

L’ultima novità, in rigoroso ordine temporale, riguarda il nuovo sistema automatico di verifica Auto-DNS, annunciato con l’ormai solito post sul blog per webmaster di Google: si tratta di una funzione già anticipata nei mesi passati, che consentirà ai proprietari dei siti di avere una visione completa del loro sito, senza più l’obbligo di passare da una proprietà all’altra per ottenere il quadro globale dei dati.

Semplificare le procedure di verifica del dominio

Come spiega Ruty Mundel del Search Console engineering team, sono stati molti i feedback positivi ricevuti da questa operazione, perché in precedenza gli utenti rischiavano di non valutare pienamente il traffico del sito, mentre invece il nuovo metodo agevola la lettura dei dati aggregati relativi a clic e impressioni. Il passaggio successivo è stato un intervento sulla verifica del dominio, che in base alle informazioni raccolte era il principale ostacolo riscontrato dai proprietari di siti.

Collaborazione con i domain name registrar

È per questo motivo che Google ha avviato una collaborazione con vari registrar di nomi di dominio per automatizzare parte del flusso di verifica, che guida l’utente attraverso le fasi necessarie per aggiornare la configurazione e far superare al DNS il token di verifica fornito da Google, come si vede nell’immagine allegata (da webmasters.googleblog.com).

L'esempio del nuovo sistema GSC

Una pulizia minore delle API

Un altro fronte su cui si è concentrato il lavoro del team di Google Search Console è la pulizia delle API dello strumento in vista della definitiva migrazione alla nuova GSC: il product manager del tool Ziv Hodak, in un altro articolo sul blog, spiega quali sono i cambiamenti che saranno apportati.

Cosa cambia alle API di Search Console

Nello specifico, le Search Analytics API non supporteranno ulteriormente questi tipi di aspetto della ricerca di app Android – Is Install, Is App Universal, Is Opened – perché non vengono più utilizzati nell’interfaccia utente e non sono stati popolati con dati di recente. Inoltre, per Sitemaps API Google non sta più popolando i dati sullo stato di indicizzazione dei file Sitemap inseriti nel campo “Indexed”, ma questa è solo una piccola parte del lavoro sulle Search Console API e, conclude il Googler, presto ci potrebbero essere altri aggiornamenti.