Google Duplex in Chrome, Google avvia la sperimentazione

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È stato definito il chatbot più intelligente di sempre, e nonostante qualche intoppo il suo sviluppo sta procedendo in modo spedito: dopo la gestione delle prenotazioni al ristorante (che, a quanto dicono dagli Stati Uniti, lascia ancora interdetti molti operatori del settore!), ora per Google Duplex si dovrebbero aprire le porte di Chrome, perché il team di Mountain View sta sperimentando l’integrazione tra questi due prodotti di Big G.

Che cos’è Google Duplex

Google Duplex è uno dei più innovativi progetti di Google, al momento attivo nella maggior parte degli Stati Uniti (48 Stati su 50, in pratica mancano solo Kentucky e Louisiana): si tratta di un evoluto sistema di intelligenza artificiale che permette a determinate tipologie di utenti di effettuare operazioni come una prenotazione al ristorante attraverso una telefonata completamente gestita dal bot. Non è quindi l’utente a parlare al dipendente del ristorante, ma direttamente Google Duplex con l’aiuto di Google Assistant, con una voce basata sull’intelligenza artificiale ma dal suono umano.

Google Duplex è stato annunciato per la prima volta dal CEO dell’azienda Sundar Pichai nel corso conferenza degli sviluppatori Google I/O del maggio 2018, e nei mesi successivi è partita la sperimentazione ufficiale: nel novembre del 2018, la società ha annunciato che Duplex era stato lanciato su un numero selezionato di public users in alcune città degli Stati Uniti, dopo la correzione di alcuni problemi di sicurezza.

Ad esempio, rispetto ai test mostrati in anteprima l’intelligenza artificiale si identifica come “Google” al momento della chiamata, e avverte il destinatario che la telefonata è in fase di registrazione (lasciando alla persona all’altro capo del telefono la possibilità di trasferirsi su una linea non registrata).

I limiti e i dubbi sul sistema

Uno strumento quasi fantascientifico, che però ha suscitato sin da subito qualche polemica e critica, sia sul fronte della privacy che sulla sicurezza del processo. E altri dubbi arrivano dai primi responsi sull’uso di Duplex negli Stati Uniti: The Verge, ad esempio, racconta che i ristoratori sono ancora confusi e perplessi quando ricevono chiamate dall’intelligenza artificiale, anche perché non sempre riescono a riconoscere l’identificativo di chiamata e abbinarlo a Google.

Il New York Times ha invece testato Google Duplex in alcuni ristoranti locali, con risultati altalenanti; soprattutto, riporta una dichiarazione ufficiale dell’azienda che rivela che alcune delle chiamate sono gestite tramite classici call center (e quindi esseri umani). Per la precisione, circa il 25 per cento delle chiamate effettuate tramite Duplex è iniziata da una persona vera e in circa il 15 per cento di quelle che hanno avuto inizio con il sistema automatizzato è stato necessario, a un certo punto, un intervento umano.