Branded podcast, l’ultima tendenza per rafforzare il marchio

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Il futuro dell’adv sembra essere sempre più sonoro e con le sembianze dei podcast: ne parlavamo qualche settimana fa, ma basta guardare le ultime tendenze e gli ultimi investimenti delle aziende italiane per averne conferma. Il branded podcast è una delle forme di comunicazione più usate per fare forza al proprio marchio, e gli utenti sembrano apprezzare la modalità audio.

Che cos’è il branded podcast

Con il termine branded podcast si fa riferimento a una forma particolare di contenuto audio realizzato da un grande marchio, che sfrutta il canale podcast per far parlare di sé e farsi conoscere presso gli ascoltatori. Non un classico spot, ma una comunicazione più leggera e libera dagli schemi in cui assume valore (anche) il contenuto, che non è strettamente legato a qualcosa da “pubblicizzare” e che deve riuscire ad attrarre gli utenti.

Il podcast per aumentare la brand awareness

Si tratta di un nuovo capitolo dell’evoluzione del marketing intrapresa dagli anni ’80, quando i prodotti da promuovere iniziarono a essere messi sullo sfondo rispetto al brand e a un messaggio da veicolare. Con i file audio questo concetto viene portato a un livello ancora più alto, perché le aziende riescono a rendersi memorabili e a rafforzare la brand awareness producendo contenuti di qualità che trovano il gradimento degli ascoltatori.

Perché funzionano i branded podcast

I motivi del successo e della diffusione dei contenuti audio prodotti e brandizzati dalle grandi aziende si spiega con la natura del mezzo, la tipologia della fruizione e con la qualità stessa di queste pillole sonore. Un branded podcast cattura interesse se viene pensato come modalità di realizzare un sound-storytelling poco pubblicitario, che veicoli sensazioni emozionali, iconiche e valoriali.

Un sound storytelling che coinvolge le persone

Elementi che si sposano alla perfezione con il canale audio, uno dei più coinvolgenti da un punto di vista sensoriale, e con le abitudini degli utenti di podcast: la maggior parte di questi contenuti sono ascoltati via smartphone e in contemporanea ad altre attività (guida, viaggi in mezzi pubblici, momenti di break), e questo garantisce una maggiore continuità d’ascolto e una inferiore probabilità di ad-skipping, ovvero di saltare le parti “promozionali”.

Catturare l’attenzione parcellizzata degli ascoltatori con la voce

Il canale della voce serve poi a creare un legame quasi affettivo tra brand e consumatore, e quindi servono alle aziende per raggiungere l’importante obiettivo della fidelizzazione. Come sintetizza questo articolo del Sole 24 Ore, “la voce dei brand serve per intercettare l’attenzione parcellizzata dei consumatori connessi in mobilità, per coinvolgerli nelle dinamiche di narrazione della marca e portarli all’acquisto in modo emozionale”.

Quanto conta la qualità del contenuto

Nel pezzo si riporta anche una riflessione di Chiara Luzzana, una delle più note sound-teller e sound designer al mond