Conclave 2025: come un rito sacro è diventato virale sui social
Cosa succede quando un evento millenario incontra l’algoritmo? L’extra omnes diventa una keyword, i cardinali sono personaggi da fanfiction e la fumata bianca viene attesa come lo scudetto. Questo è ciò che ha preso vita con il Conclave 2025, il primo a essere completamente immerso nella cultura digitale – o meglio, a farla.
Habemus Post: il conclave 2025 è il primo evento social della Chiesa
Che cosa c’è di affascinante e di paradossale nel fatto che un evento concepito per rimanere nascosto agli occhi del mondo sia diventato un tema digital globale?
Quello del 2025, oltre ad eleggere Papa Leone XIV, ha prodotto un effetto collaterale prevedibile, ma allo stesso tempo sorprendente: è l’evento della Chiesa più social di tutti.
Il rito del Conclave, fino al 2013 con l’ultima elezione di Papa Francesco, era celato da una liturgia impenetrabile.
Questa volta invece ha acceso le timeline come un vero reality show.
La location è il Vaticano, i protagonisti potenzialmente tutti e la suspense, tanta suspense ha prodotto un vuoto narrativo succulento.
La dinamica infatti è da manuale di semiotica: meno sappiamo e più vogliamo immaginare.
I meme sul Conclave
Il Conclave del 2025 è stato un vero e proprio evento social. C’è chi lo ha accolto come una modernizzazione della Chiesa e chi lo ha vissuto come una volgarizzazione. Nel dubbio restiamo umani e scherziamo, divertendoci di alcuni dei meme più geniali del web.
D’altro canto, se davvero alcuni cardinali hanno guardato il film Conclave prima di partecipare per farsi un’idea dell’evento, è chiaro che anche il marketing può imparare molto da questa esperienza.
Abbiamo provato a cercare la keyword “conclave” su SEOZoom e abbiamo scoperto che la SERP è dominata da siti autorevoli come Wikipedia e YouTube, ma lascia spazio anche a notizie freschissime da portali generalisti come la7.it e ilsole24ore.com. I contenuti che performano meglio? Quelli che rispondono all’intento informativo e narrativo, dal significato storico alle dinamiche del voto.
Le parole chiave correlate, come “come funziona il conclave”, “conclave papa Francesco” o “sondaggio conclave”, indicano una curiosità diffusa e trasversale, che unisce fede, cronaca e spettacolo. In pratica: gli utenti vogliono sapere, partecipare, commentare.
Ecco perché molti blog hanno creato contenuti che rispondessero agli intenti degli utenti, anche sui social con video e post che spiegavano i dettagli di ciò che stava accadendo in Vaticano.
Rendiamo grazie ai nuovi strumenti di SEOZoom usati in anteprima per voi, con i quali è possibile tenere sotto controllo le tendenze sui vari canali social, per farvi capire come ad esempio su TikTok l’hashtag #conclave ha raggiunto la seconda posizione, superando persino #badbunny”.
I contenuti legati all’evento hanno totalizzato oltre 296 milioni di visualizzazioni, con gli hashtag correlati come #nuovopapa (36 milioni di views) e #fumatabianca (33 milioni di views) che si sono affermati tra i trend più seguiti, con picchi evidenti nei giorni delle votazioni.
E tu, sarai in grado di anticipare il prossimo grande trend?
Tutti questi dati sono stati raccolti grazie alla nuova funzionalità “Tendenze Social”, già disponibile in beta per i partecipanti al SEOZoom day 2025 e presto disponibile per tutti gli utenti della piattaforma. Questo strumento ti permette di monitorare in tempo reale gli hashtag e altri contenuti più performanti sui social, per chi vuole intercettare l’onda prima che diventi tsunami.
Perché il Conclave ha funzionato così bene?
Siamo di fronte a un paradosso comunicativo: più un evento è muto, più fa rumore. Ti diamo almeno tre motivi per cui il Conclave è stato perfetto materiale narrativo per il web:
- Narrative gap
Il silenzio, la segretezza e il divieto di immagini: tutto ciò che non si vede crea engagement. Qui l’assenza di informazioni ha acceso la creatività poiché nessuno sapeva cosa stava succedendo lì dentro e quindi tutti abbiamo provato ad immaginarlo.
- Simbolismo visivo potentissimo
La liturgia cattolica è un banchetto per gli occhi: mantelli rossi, tonache bianche, incenso e codici antichi.
Tutto è in palette, in armocromia con il mood.
- Archetipo del leader
L’attesa del nuovo pontefice, come l’oracolo, il re o il prescelto sono tutti topoi che funzionano nei film, nei romanzi e oggi anche nelle stories.
In un’epoca in cui tutto è raccontato in tempo reale, l’attesa del nuovo Papa ha rotto il ritmo compulsivo della notifica e ha riportato l’attenzione su una cosa rara: il desiderio. Desiderio di sapere, di partecipare, di immaginare.
Gamification e partecipazione
Il #conclave25 non è stato solo memato e seguito, ma anche giocato. Il web ha reagito al vuoto informativo con una gamification spontanea.
La gamification consiste nell’applicare elementi tipici del gioco, come punti, sfide, premi e classifiche a contesti non ludici. È una strategia di neuromarketing e comunicazione che sfrutta il bisogno di umano di engagement attivo (partecipazione) progresso e riconoscimento.
Secondo la teoria dell’autodetermiazione di Deci e Ryan del 1985, le persone sono più coinvolte quando possono sentirsi:
- Competenti – prevedendo ad esempio chi sarebbe stato il futuro papa.
- Autonome – creando meme, dando opinioni e partecipando a conversazioni.
- Connesse – diventando parte di una community unita globalmente da un evento.
Durante i giorni del Conclave, il cardinale Tagle è stato in tendenza, con POV che ti dicevano quale cardinale “saresti stato”, e altre dinamiche simili che hanno trasformato il Conclave in un gioco collettivo.
Quando un evento diventa un gioco, cambia anche il modo in cui viene percepito e ricordato. Questo conclave resterà impresso nella mente non solo per il nome del nuovo papa, ma anche per il modo in cui l’umanità digitale ha vissuto l’evento.
Il Conclave: un caso studio per la tua strategia
Il successo digitale del Conclave 2025 è il trionfo della comunicazione per assenza. Il Vaticano, nel mantenere la sua ritualità muta, ha involontariamente generato una delle narrazioni più partecipate dell’era digitale.
Un evento che non comunica attivamente, comunica più forte. Perché offre agli utenti l’opportunità di riempire i vuoti.
In questo senso, il Conclave è stato un caso di “brand storytelling involontario” che ha scavalcato ogni manuale di comunicazione istituzionale.
È una lezione per chi fa marketing: a volte, non serve parlare. Serve creare contesti talmente forti da diventare virali da soli.
Il messaggio più potente che il Conclave ci lascia in chiave marketing è questo:
Non serve forzare la viralità per diventare virali. Serve invece creare (o custodire) un rituale narrativamente irresistibile.
Questo Conclave ci ha insegnato che l’hype ben dosato è oro colato, i brand troppo ansiosi di mostrare tutto e subito dimenticano che il teasing è l’arte più sottovalutata del digital marketing.

Inoltre, spesso il contenuto che funziona non è quello perfetto, ma quello archetipico e non importa quanto un evento sia sacro o profano, se il web ci si affeziona lo rielabora in chiave ironica.
Un brand intelligente non teme l’ironia, anzi l’abbraccia.
Un evento che si è dimostrato essere una fucina di comunicazione e marketing, dove il sacro e il digitale sono convogliati a nozze.
L’ultima lezione che possiamo trarre dal Conclave 2025 è che il successo nel marketing nasce dalla capacità di suscitare emozioni, generare attesa e, soprattutto, lasciare spazio alla creatività degli utenti.



