Sono passati solo pochi giorni da quando abbiamo rilasciato la funzionalità che vi permette di scoprire le intenzioni di ricerca degli utenti dietro ad ogni singola parola chiave. 
La funzionalità è di grandissima utilità se stiamo pianificando di scrivere degli articoli nuovi ed infatti l’abbiamo integrata celermente anche all’interno dell’assistente editoriale. Ma se invece avessimo già pubblicato le nostre pagine? Se volessimo capire se abbiamo centrato le intenzioni di ricerca dei nostri utenti partendo da una URL esistente?

Questa è un’esigenza molto comune, tutti abbiamo pagine web scritte in passato, magari senza avere a disposizione strumenti evoluti come SEOZoom e l’assistente editoriale e vorremmo fare in modo che ottengano più risultati colmando le loro carenze.
Partendo da questa esigenza, abbiamo realizzato un nuovissimo strumento in grado di analizzare una URL e capire per quale Search Intent sia stato scritto il suo contenuto.

Per identificare il Search Intent di una pagina web, SEOZoom prova prima ad identificare il Topic per poi scomporlo ed individuare la Main Intent Keyword. Se la pagina web non è posizionata per alcuna parola chiave, allora identificarne l’intent sarà praticamente impossibile.

Identifichiamo la Main Intent Keyword

Di cosa parla l’articolo ospitato sulla URL selezionata?

Nella prima parte dell’analisi viene identificata la Keyword principale per il Search Intent della pagina e vengono mostrate informazioni sul suo volume di ricerca, sulla sua stagionalità e sull’andamento del volume di ricerca legato ai trend del momento.

Intent Match
Nel secondo riquadro viene mostrata una percentuale che indica quanti degli argomenti che completano il Search Intent siano stati centrati dal contenuto presente nella pagina analizzata. Nell’immagine vediamo che la pagina ha centrato 53 keyword su 69 (76.81%), questo vuol dire che il contentuo ha preso in considerazione gran parte degli aspetti che interessano agli utenti e quindi Google l’ha premiata adeguatamente.

Competitività URL
Il terzo riquadro ci mostra invece quanto sia competitivo il contenuto presente all’URL indicato. In immagine potete notare un’altissima competitività della pagina in quanto prova a competere per un volume di ricerca di 21.060 ricerche mensili su un totale di 22.010 disponibili, quindi con un altissima percentuale del 95,68%.

URL migliore sul Search Intent
Nell’ultimo riquadro viene evidenziata la pagina web che sta ottenendo più risultati sul Search Intent identificato. A differenza degli altri riquadri di informazione, qui viene mostrato il Traffico stimato e non il numero di ricerche per cui compete in quanto l’URL migliore è sicuramente quello che sta ottenendo più visite organiche da Google.

Dopo questa sezione introduttiva, molto utile per capire lo stato attuale della pagina web, si arriva alle vere e proprie informazioni legate alle intenzioni di ricerca dell’utente e nel dettaglio a come la pagina web in questione abbia centrato o meno il search intent.

La sezione introduttiva del Search Intent ci fornisce un riepilogo veloce di cosa SEOZoom abbia capito delle intenzioni di ricerca degli utenti. In questo caso ci dice che abbiamo 69 keyword principali che potremmo trattare nell’articolo, competendo per un volume di ricerca totale di 22.010 e che potremmo strutturare l’articolo parlando di 12 argomenti principali. Inoltre ci vengono consigliati 51 possibili articoli di approfondimento che non andranno in cannibalizzazione con l’articolo principale, insomma già un bel po’ di informazioni.

Subito dopo abbiamo una tabella che ci fornisce informazioni veramente preziose! Vi invito ad osservare attentamente questa tabella, le info sono preziose. Per ogni keyword il tool ci dice come siamo posizionati su Google ed i due parametri SA (SERP Affinity) e IC (In Content) ci indicano rispettivamente quanto la keyword sia “posizionabile con questo articolo” e quanto sia necessario inserirla nel testo dell’articolo. Di lato a questi due dati importanti abbiamo la “prova del nove”, ossia se abbiamo scritto o meno la parola chiave nel testo della pagina, potete vederlo nella colonna “Usata” che presenta una V verde o una X rossa a seconda che sia stata usata o meno.

Ed ecco che subito vi salterà all’occhio la potenza di questo strumento!

Guardate nella tabella la keyword “Vasetto di yogurt”, posizione 11, fuori dalla prima pagina, SA 100%, utilizzata (IC) dall’80% dei siti in top  10 ma noi non l’abbiamo utilizzata nel testo… 

La stessa situazione potete notarla su tutte le altre keyword nell’immagine, dove c’è un X nella colonna “Usata”, la keyword non è in TOP 10, molto probabilmente è una carenza del contenuto che ora grazie a SEOZoom potrà essere colmata. Si lo so cosa state pensado, è una follia e siamo fieri di essere gli unici al mondo ad aver realizzato un tool del genere 🙂

Potevamo anche fermarci qui ma le idee erano tante e tutte ugualmente utili quindi abbiamo arricchito ancora di più lo strumento con altre informazioni utilissime.

Argomenti principali del Search Intent

Queste keyword sono esattamente le stesse della prima griglia in alto ma abbiamo fornito un’analisi più approfondita sull’utilizzo di determinati concetti all’interno del testo.
Sulla sinistra vengono mostrati i termini più rilevanti (Colonna Rilevanza) ed il valore (IC) che vi farà capire quanti competitor si siano soffermati su quell’aspetto particolare dell’argomento.
Cliccando su ogni argomento potrete vedere sulla destra tutte le keyword che lo riguardano, quanto siano state utilizzate nel contenuto dai vostri competitor e la colonna “Usata” per sapere se voi l’avete fatto.

Search Intent correlati

Quando trattiamo lo stesso argomento da più punti di vista, magari scrivendo svariati articoli sul nostro sito web, rischiamo inevitabilmente di incorrere in problemi di cannibalizzazione, ossia creare pagine web che inizino a competere tra di loro per lo stesso insieme di parole chiave.

Con lo strumento del Search Intent di SEOZoom abbiamo provato a risolvervi questo enorme e diffusissimo problema.
Quando analizziamo una URL, SEOZoom non solo identifica il Search Intent, gli argomenti, le keyword da utilizzare e vi da consigli, ma identifica anche tutti gli argomenti secondari che potrebbero essere lo spunto per scrivere nuovi articoli che non collidano con il Search Intent della pagina attuale.

Ma non è tutto, non sono vi vengono consigliati gli articoli potenziali, ma una volta individuati, SEOZoom fa un controllo al vostro dominio per accertarsi che non abbiate già lavorato su quella keyword in passasto.

Il risultato è l’ultima tabella, che vedete nell’immagine seguente

Prima di tutto vi vengono mostrati gli articoli che avete già scritto e che già si stanno posizionando bene in TOP 10. Questi articoli sono fortemente correlati all’URL che state analizzando, quindi potrete utilizzarli adeguatamente in una strategia di internal linking.

Altro insight importante (righe in giallo dell’immagine seguente) viene dato sulle keyword per cui avete già scritto ma non state riuscendo ad ottenere risultati. Queste pagine vanno ANALIZZATE con questo stesso strumento per identificare tutte le carenze, colmare e recuperare traffico organico.

Lo stesso concetto vale anche per quelle evidenziate in arancione ma come potrete notare analizzando Keyword e URL relativi di ogni riga, queste rappresentano le keyoword per cui si posizionano pagine web casualmente perchè l’algoritmo dei motori di ricerca le ha ritenute rilevanti ma non troppo. Per rendere l’idea guardate la riga della keyword “Torta allo yogurt senza burro e olio”, Google ha scelto una nostra URL che parla di “Torta di mele e yogurt”, vagamente pertinente ma non a fuoco sulla keyword. Sta a noi decidere come agire, se lasciare tutto così com’è oppure provare a scrivere un nuovo articolo a fuoco sulla keyword (se ci interessa).

Search Intent GAP

Ed ecco la parte più interessante dei correlati, quella in cui SEOZoom ci dice che abbiamo delle possibilità di fare traffico perchè non abbiamo una serie di articoli correlati al Search Intent Principale.

Scrivere dei correlati non solo ci permette di fare traffico grazie alle nuove pagine ma ci permette anche di rendere il sito intero più rilevante per determinati argomenti se ben linkati internamente.

Come potete notare, le righe in rosso non dispongono della colonna URL perchè SEOZoom non ha trovato una vostra pagina web che parli dell’argomento. E’ possibile che SEOZoom non abbia trovato la vostra pagina perchè non si è mai posizionata per nessuna parola chiave nelle prime 50 posizioni di Google ma generalmente è improbabile. Vi consigliamo comunque di verificare se avete già scritto per le keyword in rosso.

Concludo con la consapevolezza che si tratti di uno strumento complesso, almeno per la tipologia di analisi che è in grado di svolgere, ma sono certo di avervelo proposto con la massima semplicità, potrete trovare tantissimi spunti per nuovi contenuti ed identificare tutte le carenze dei vostri contenuti esistenti, spero che anche questo tool possa fare incrementare maggiormente il traffico dei vostri siti web.