Pop-Up
Un pop-up è un elemento che compare sopra il contenuto per chiedere qualcosa: un’iscrizione, un consenso, un’offerta. Funziona, nel senso che raccoglie contatti; il costo è che interrompe esattamente la persona che si stava interessando.
Sul piano del posizionamento esiste un vincolo esplicito e vecchio di anni: dal gennaio 2017 Google penalizza gli interstiziali intrusivi su mobile, cioè i riquadri che coprono il contenuto subito dopo l’arrivo dalla ricerca. Restano consentiti quelli imposti per legge – il consenso ai cookie, la verifica dell’età – e quelli che occupano una porzione ragionevole dello schermo (mobile first index).
C’è poi un costo tecnico che quasi nessuno attribuisce alla causa giusta: un riquadro che compare dopo il caricamento sposta gli elementi sotto di sé e peggiora la stabilità visiva della pagina, che è una delle misure dell’esperienza (CLS). Lo spazio va riservato prima, non preso dopo.
La regola che evita entrambi i problemi è di tempismo: chiedere dopo aver dato. Un invito che compare quando la persona ha letto, o sta per uscire, converte meno in percentuale e molto di più in valore, perché raccoglie chi ha capito di che cosa si parla (lead generation).