CLS (Cumulative Layout Shift)
Il Cumulative Layout Shift (CLS) misura quanto gli elementi di una pagina si spostano mentre viene caricata. Non misura la velocità ma la stabilità: l’esperienza di chi sta per toccare un pulsante e si ritrova a toccare qualcos’altro perché nel frattempo la pagina si è riassestata.
La soglia è 0,1, e il valore si accumula su tutta la durata della visita, non solo nei primi istanti. Le cause sono poche e sempre le stesse: immagini senza dimensioni dichiarate, caratteri tipografici che sostituiscono quelli di sistema cambiando gli ingombri, banner e riquadri inseriti sopra il contenuto, spazi pubblicitari che si riempiono dopo (pubblicità programmatica).
La regola è una sola e risolve la maggior parte dei casi: riservare lo spazio prima, invece di prenderlo dopo. Dimensioni dichiarate su ogni immagine e su ogni contenitore che si riempirà, e nessun elemento inserito sopra ciò che è già visibile.
È anche la misura in cui la differenza fra prova e realtà si vede più chiaramente: in laboratorio una pagina può risultare stabile perché nella simulazione non compare né il banner dei cookie né l’annuncio che arriva al secondo passaggio. Il dato di campo registra quello che succede agli utenti, e normalmente è peggiore (Core Web Vitals).