Pogo Sticking
Il pogo sticking descrive il comportamento di chi apre un risultato, non trova quello che cerca e torna subito in SERP per aprirne un altro. Il nome viene dal saltello avanti e indietro fra pagina e risultati.
Attorno a questo comportamento si è costruita una convinzione diffusa: che Google lo usi come segnale di ranking e che un ritorno rapido faccia scendere la pagina. Non è così, o almeno non nel modo in cui viene raccontato: Google ha smentito più volte di usare i clic in SERP come segnale diretto applicato alla singola pagina, perché sarebbero un dato troppo rumoroso e troppo facile da manipolare.
Il che non significa che i comportamenti non contino affatto. I dati di interazione servono a valutare e addestrare i sistemi di ranking nel loro complesso: influenzano il modo in cui il motore impara a ordinare i risultati, non il destino di una pagina specifica. È una distinzione che cambia tutto sul piano operativo (machine learning).
Resta il valore diagnostico, che è il motivo per cui vale la pena conoscerlo: un ritorno immediato segnala quasi sempre uno scarto fra ciò che il risultato prometteva e ciò che la pagina mantiene. Il lavoro non è sul segnale, è su quello scarto – titolo e descrizione che annunciano la cosa giusta, e la risposta che arriva subito invece che dopo tre schermate (search intent, dwell time).