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Migrazione

Nel contesto del web, il termine migrazione si riferisce al processo di spostamento di un sito web da un ambiente all’altro, che può includere il cambio di dominio, il passaggio a un nuovo CMS (Content Management System), l’aggiornamento dell’infrastruttura di hosting o il passaggio da HTTP a HTTPS.

La migrazione di un sito web può essere temporanea o definitiva: in ogni caso, è un’operazione complessa che richiede una pianificazione accurata per minimizzare l’impatto sulla SEO e sull’esperienza dell’utente, perché questo trasferimento comporta significativi cambiamenti nella struttura, nella piattaforma, nel contenuto, nel design o nella localizzazione del sito.

Ci sono diversi motivi che possono convincere a intraprendere una migrazione e ci sono differenti tipologie di “passaggio”:

  • Cambio di dominio. Quando un sito si sposta da un dominio a un altro (es. da example.com a example.net).
  • Passaggio da HTTP a HTTPS. Migrazione verso una connessione sicura per migliorare la sicurezza e la fiducia degli utenti.
  • Cambio di piattaforma CMS. Ad esempio, passare da un sistema di gestione dei contenuti (CMS) a un altro (da Joomla a WordPress).
  • Ristrutturazione dell’URL. Modifiche alla struttura degli URL per migliorare l’usabilità e la SEO (es. rimozione di parametri URL inutili).
  • Ridesign del sito. Un aggiornamento completo del design che può influenzare la struttura del sito e la navigazione.
  • Migrazione di contenuti. Spostamento di contenuti da un sito a un altro, che può includere l’aggregazione di più siti in uno o la divisione di un sito in più parti.
  • Cambio di hosting o server. Spostamento del sito su un nuovo server o provider di hosting per migliorare le prestazioni o ridurre i costi.

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, possiamo distinguere tra:

  • Migrazione tecnica. Cambiamenti nell’infrastruttura tecnica del sito senza modificare il design o il contenuto.
  • Migrazione di contenuto. Spostamento o modifica significativa dei contenuti del sito.
  • Migrazione di design. Cambiamenti nell’aspetto visivo e nell’esperienza utente del sito.
  • Migrazione di dominio. Cambio dell’URL del sito a livello di dominio.
  • Migrazione strutturale. Modifiche all’architettura del sito, come la gerarchia delle pagine o la struttura degli URL.

Questo processo può presentare diverse sfide e rischi per la SEO, che devono essere attentamente gestiti per preservare o migliorare il ranking del sito nei motori di ricerca. Sintetizzando, si possono verificare situazioni quali:

  • Perdita di traffico. Se la migrazione non viene gestita correttamente, il sito può perdere traffico a causa di link rotti o di una ridotta visibilità nei motori di ricerca.
  • Diminuzione del ranking. Errori nella migrazione possono portare a una perdita di ranking se i motori di ricerca non riescono a trovare le pagine precedentemente indicizzate o se il nuovo sito è meno ottimizzato.
  • Problemi di reindirizzamento. I redirect 301 devono essere implementati correttamente per mantenere la link equity e guidare gli utenti e i motori di ricerca verso le nuove pagine.
  • Duplicazione di contenuti. Se il contenuto esiste sia sul vecchio che sul nuovo sito senza adeguati reindirizzamenti o tag canonical, può verificarsi una duplicazione di contenuti.
  • Problemi di usabilità. Un nuovo design o una nuova struttura possono confondere gli utenti abituali, influenzando negativamente l’esperienza utente e potenzialmente il ranking.
  • Tempo di inattività. Durante la migrazione, il sito potrebbe essere temporaneamente inaccessibile, il che può influenzare il ranking e la fiducia degli utenti.

Per mitigare questi problemi e rischi è essenziale pianificare attentamente la migrazione, comunicare con gli stakeholder, eseguire test approfonditi prima del lancio, monitorare il sito dopo la migrazione e preparare un piano di contingenza in caso di problemi. Dal punto di vista tecnico, è importante assicurarsi che tutti i reindirizzamenti siano correttamente implementati, che l’indicizzazione sia gestita con attenzione e che le performance del sito siano monitorate durante e dopo la migrazione, ricordando comunque che un piccolo calo di ranking e di traffico può essere “naturale”, soprattutto nei primi giorni immediatamente successivi al trasferimento.