301 (redirect)
Il redirect 301 è il codice con cui un server dichiara che una risorsa si è spostata in modo permanente a un altro indirizzo. Browser e motori seguono lo spostamento, e nel tempo l’indirizzo vecchio viene sostituito nell’indice da quello nuovo.
È lo strumento da usare in tre situazioni ricorrenti: quando un contenuto cambia indirizzo, quando due pagine vengono unite e quando un sito viene spostato o ristrutturato (migrazione). Il valore accumulato dai link ricevuti segue il reindirizzamento, ed è la ragione per cui una pagina rimossa che riceveva collegamenti non va lasciata in 404, ma portata alla pagina che oggi tratta quell’argomento.
Le regole che evitano i danni sono tre. Reindirizzare verso la pagina equivalente e non genericamente alla home, che Google tratta come un errore soft e che manda le persone da nessuna parte. Non creare catene, cioè una serie di redirect uno dentro l’altro, ma puntare direttamente alla destinazione finale. E aggiornare i link interni che puntano al vecchio indirizzo, perché lasciarli attivi costringe il motore a un passaggio in più a ogni scansione (broken link, crawl budget).
Il 302 indica invece uno spostamento temporaneo e va usato solo quando lo è davvero: usarlo al posto del 301 tiene in vita l’indirizzo vecchio e rallenta il consolidamento.