Ogni giorno, Google processa circa 14 miliardi di ricerche, un volume 210 volte superiore ai 66 milioni di prompt “simili a una ricerca” gestiti quotidianamente da ChatGPT. È questa la fotografia scattata da un’analisi di Rand Fishkin (co-fondatore di SparkToro), che mette in prospettiva il reale divario tra i due colossi, evidenziando però un trend in evoluzione.
Il calcolo dei 66 milioni di prompt di ChatGPT si basa su uno studio di Harvard/OpenAI, secondo cui il 21,3% delle richieste totali all’AI ha un intento di ricerca. Il dato più significativo, tuttavia, è la velocità con cui il divario si sta riducendo: solo a marzo, lo stesso Fishkin aveva stimato che Google fosse 373 volte più grande di ChatGPT. Questo indica una rapida crescita della piattaforma di OpenAI nel campo delle query informative.
Nonostante questa crescita, l’impatto sul traffico web resta limitato. Secondo dati di BrightEdge, l’AI search genera meno dell’1% del traffico referral verso i siti web, confermando il dominio assoluto di Google come motore di scoperta e navigazione.
L’analisi di SparkToro/Datos rivela inoltre un fenomeno inatteso: quando gli utenti adottano strumenti di AI, il loro numero di ricerche su Google tende ad aumentare, non a diminuire. Questo suggerisce che, al momento, i due strumenti vengano usati in modo complementare piuttosto che sostitutivo. La lezione per chi si occupa di marketing è chiara: sebbene la minaccia dell’AI sia strategica, specialmente sulle nicchie di ricerca complesse, l’idea di una sua imminente sostituzione a Google è prematura. La dominanza di Google nel guidare il traffico è, per ora, ancora schiacciante.
Fonte: Search Engine Land