04/06/2026
SEOZoom In News

In Search Console arrivano i dati AI (ma senza clic)

Era la notizia che la community SEO aspettava da mesi, ma arriva con un asterisco grande quanto il problema che dovrebbe risolvere. Google sta testando nuovi report in Search Console per misurare la presenza dei siti nelle funzioni generative della Ricerca, ma per ora mostra solo una parte del quadro, perché restano fuori ancora clic e query.

I nuovi report, lanciati in modalità sperimentale a partire dal 3 giugno, isolano le impressioni accumulate dalle pagine all’interno di AI Overview, AI Mode e funzioni generative di Discover, i Paesi, i dispositivi per la Search e l’andamento temporale con granularità oraria, giornaliera, settimanale e mensile.

Finora le impressioni generate da queste superfici finivano dentro il report Performance generale, mischiate al resto della visibilità organica. Con le nuove viste dedicate, Search Console prova a separare almeno la presenza AI dal traffico Search tradizionale, distinguendo un report per Search e uno per Discover. Restano validi i limiti già familiari di Search Console, compreso il tetto delle mille righe e le differenze possibili tra dati aggregati nel grafico e dati disponibili in tabella.

Ma, come notato immediatamente dagli analisti internazionali, escludono totalmente il conteggio dei clic e l’elenco delle query reali digitate dal pubblico. Osservi quante volte le tue pagine alimentano la finestra di contesto di un Large Language Model (LLM) senza conoscere l’effettivo comportamento di navigazione degli utenti.

Il dato più utile, quindi, resta fuori campo. Sapere che una pagina è stata mostrata dentro una risposta generativa aiuta a capire se il sito entra nella nuova superficie di Google, ma non dice quali ricerche hanno attivato quella presenza e non dice quanti clic sono arrivati. È il punto che rende il report insieme atteso e insufficiente: misura l’esposizione, non ancora l’impatto.

La mossa di Google segue di qualche mese l’analoga funzionalità implementata già in Bing Webmaster Tools, che però ha scelto una strada differente: la sezione AI Performance, ancora in beta, raccoglie infatti le citations prodotte da Microsoft Copilots and Partners e le divide per Grounding Queries e Pages. Pur non prevedendo il traffico generato, Bing almeno mostra quali richieste hanno portato alla citazione e quali pagine sono state usate come fonte.

La community digitale esprime profonda diffidenza sui canali social e su Reddit, interpretando la rimozione dei clic come un tentativo di mascherare l’estensione delle Zero Click Searches e definendo il pannello “un’illusione ottica” che mostra la stabilità del posizionamento senza metriche di accesso reali.

È sicuramente utile capire se una pagina entra nel perimetro della risposta, ma per leggere il resto servono segnali diversi, dal traffico AI tracciabile in Analytics alla presenza del dominio nelle risposte generate, fino ai prompt che attivano fonti, menzioni e raccomandazioni. È il tipo di analisi che in SEOZoom stiamo già portando dentro il progetto, anticipando ciò che Google non mostrava (e continua a non mostrare). Il traffico AI collegato ad Analytics aiuta a riconoscere le visite dai motori generativi quando arrivano al sito. AI Visibility permette di osservare la presenza del dominio tra AI Overview, AI Mode, ChatGPT, Perplexity e Gemini. AI Prompt Tracker parte dalle domande reali e misura se il sito entra tra le fonti usate dai motori AI, se il brand viene nominato e quale ruolo assume nella risposta. E la funzione AI Overview misura la presenza nelle risposte generative, segnalando anche la posizione che occupa il tuo URL.

Le scelte di Google e Bing sono un indice evidente di quanto la misurazione concreta e analitica del traffico dalle nuove superfici di ricerca sia ancora acerba su tutto il mercato. La ricerca AI sta entrando a fatica negli strumenti ufficiali di misurazione, lasciandoci ancora nel territorio della presenza, non del rendimento. Google separa le impressioni AI, Bing mostra citazioni e query di grounding, nessuno dei due restituisce ancora la catena completa tra domanda, fonte, risposta e traffico. Non c’è ancora modo di capire quali intenti stanno producendo visibilità, quali risposte generano clic e quale valore reale arriva al sito.

Fonti: Google Search Central, Search Engine Land, Search Engine Journal

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