Secondo Google, il modo in cui le persone usano la ricerca è cambiato radicalmente: gli utenti non vogliono più solo link, ma risposte sintetiche e contestuali. Lo ha dichiarato nel corso di un evento dedicato all’intelligenza artificiale Markham Erickson, vicepresidente di Google, spiegando la logica dietro l’integrazione sempre più spinta di AI Overview e del nuovo AI Mode.
Per oltre vent’anni, la formula delle SERP è stata dominata dai cosiddetti “10 link blu”, con la centralità dei siti esterni. Ma con l’introduzione delle risposte AI Google punta a restituire risposte dirette, integrate da citazioni e fonti, riducendo la necessità di cliccare. “Gli utenti apprezzano la sintesi e il contesto”, ha affermato Erickson, sottolineando che la tendenza è ormai consolidata nei dati di utilizzo.
Questa trasformazione, però, mette in tensione il rapporto con gli editori: meno click-through significa meno traffico e meno ricavi pubblicitari. Non a caso, diversi gruppi media hanno già denunciato cali significativi a seguito dei test di AI Overview, fino a chiedere alle autorità di regolamentare l’uso dei contenuti, come nel caso di Penske Media Corporation (PMC).
Google, dal canto suo, ribadisce di voler mantenere un equilibrio: i link restano “una parte importante dell’esperienza”, soprattutto per garantire l’accesso alle fonti originali. Ma è chiaro che la priorità è orientata verso un modello conversazionale, dove il motore di ricerca diventa un assistente capace di rispondere direttamente a domande complesse.
La dichiarazione di Erickson conferma quello che molti analisti definiscono un cambio epocale nella search: non più una lista di risultati da consultare, ma un’interfaccia che filtra, sintetizza e presenta informazioni già elaborate dall’AI.
Fonte: The Verge