15/11/2025
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Continua la lotta UE vs Google: indagine sullo spam e nuova multa

La Commissione Europea ha aperto un’indagine formale contro Google ai sensi del Digital Markets Act (DMA). L’accusa riguarda le politiche di contrasto al Site Reputation Abuse: Bruxelles sospetta che il declassamento dei contenuti di terze parti ospitati sui siti editoriali (la cosiddetta Parasite SEO) non sia una misura anti-spam legittima, ma una limitazione illegale della libertà commerciale degli editori.

Il conflitto è tecnico. Google difende il diritto di penalizzare contenuti “pay-to-play” per proteggere la qualità della ricerca. L’UE teme invece che il gatekeeper stia decidendo arbitrariamente quali modelli di business e partnership editoriali siano ammissibili, danneggiando i ricavi dei publisher.

Insomma: per Google la parasite SEO è un problema e cerca di arginare la pratica con cui terze parti pubblicano contenuti di bassa qualità (spesso su prestiti, integratori, coupon e affiliazioni) su domini autorevoli per sfruttarne il trust e posizionarsi in alto, perché è spam “pay-to-play” che inganna l’utente. Per l’Europa, invece, le sue misure sono una limitazione alla libertà degli editori di monetizzare e stringere partnership commerciali legittime.

La difesa di Mountain View è netta. Pandu Nayak, Chief Scientist di Google Search, definisce l’indagine “fuorviante”, sostenendo che un intervento normativo rischierebbe di premiare i “bad actors” e degradare la qualità dei risultati per tutti gli utenti europei. Google fa notare, inoltre, che un tribunale tedesco ha già valutato questa specifica policy anti-spam, giudicandola valida e applicata in modo coerente.

Intanto, proprio dalla Germania arriva però una “cattiva notizia” per il colosso web: il Tribunale Regionale di Berlino ha ordinato a Google di risarcire 573 milioni di euro complessivi ai comparatori Idealo e Producto. I giudici tedeschi hanno quantificato il danno economico subito dai competitor a causa dell’abuso di posizione dominante accertato a Bruxelles con la multa Antitrust UE del 2017 sul favoritismo di Google Shopping.

Questa condanna civile lancia anche un segnale per il mercato: le decisioni dell’Antitrust europeo non si esauriscono con la sanzione amministrativa, ma fungono da “prova” per cause private nei singoli stati membri, aprendo una voragine di potenziali rimborsi miliardari che Google rischia di affrontare parallelamente alle nuove regolamentazioni del DMA.

Fonti: Commissione Europea / Google / Reuters

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