Buon compleanno, World Wide Web: la Rete www compie 30 anni

È un giorno speciale per tutti noi, sia come utenti della Rete che, più nello specifico, come professionisti online: il 12 marzo del 1989, esattamente 30 anni fa, Tim Berners-Lee descrisse per la prima volta il funzionamento del World Wide Web, che sarebbe poi diventato il principale servizio di Internet e il sistema per utilizzare la maggior parte dei contenuti ospitati online.

Il doodle di Google

Trenta anni di WWW

Come ormai da tradizione, è un doodle di Google a ricordarci questo appuntamento: nell’immagine animata, che riproponiamo qui in pagina, si vede un vecchio computer desktop che si collega alla rete, rappresentata da un globo che ruota sulla schermata del monitor. Chi ha vissuto i primordi dei collegamenti troverà la rappresentazione tanto fedele quanto nostalgica.

La presentazione di Tim Berners-Lee

Per la verità, nel documento sui sistemi di gestione delle informazioni presentato nel 1989 ai suoi responsabili al CERN di Ginevra (in cui si trovava il computer che ospitò il primo server della storia dei collegamenti, per la precisione un NeXT creato dalla società fondata da Steve Jobs appena fuoriuscito da Apple), Berners-Lee definì il sistema “MESH“, ma già nell’anno successivo fu pubblicata la prima pagina web con le tre lettere che oggi ben conosciamo.

La schermata del CernLa prima pagina con WWW

La pagina è una sorta di landing page primordiale ed è tuttora attiva e visitabile all’URL http://info.cern.ch/hypertext/WWW/TheProject.html: si tratta di una descrizione sintetica del progetto, che attraverso una serie di link interni (la cui utilità era stata già compresa allora!) consente di raggiungere altre pagine correlate. Insomma, nel 1990 l’architettura di un sito era simile a quella odierna, e i link iniziavano ad assumere un ruolo fondamentale anche in epoca pre-Google e posizionamento.

Che cos’è il World Wide Web

È bene ricordare che World Wide Web non significa Internet, ma ne è “solo” una parte (per quanto quella probabilmente più consistente): con questa sigla si fa riferimento alla Rete, al sistema che permette di gestire la grande mole di contenuti online, e già nel 1989 veniva immaginato come strumento per consentire ai circa 17 mila scienziati del CERN di conservare e condividere i loro esperimenti scientifici.

Un progresso rapidissimo

Già nel 1991, però, si compresero e sfruttarono le potenzialità dell’idea e i software necessari per usare il sistema del World Wide Web (in pratica il primo browser) furono resi disponibili anche al di fuori del CERN, con l’attivazione del primo server del web negli Stati Uniti, all’università di Stanford. Al codice del progetto iniziarono dunque a lavorare più mani e nell’aprile 1993 il CERN comunicò che “la tecnologia WWW sarebbe diventata utilizzabile liberamente da tutti, senza bisogno di dover pagare alcuna tassa” allo stesso istituto. Alla fine di quell’anno c’erano già più di 500 server per il web, che generavano circa l’1 per cento del traffico di Internet.

Che cos’è la Rete oggi?

A distanza di trent’anni da quella data memorabile cosa è cambiato? Per scoprire la percezione delle persone, Cisco ha condotto una speciale ricerca sul tema intervistando ben 11 mila soggetti (un migliaio di italiani), come segnalato da Rai News: tutti parlano dell’impatto “enorme che il World Wide Web ha avuto sulla nostra vita”, che la Rete “continua a trasformare e a cambiare il mondo in meglio”. In particolare, il WWW ha aumentato le opportunità di intrattenimento, di informazione e di lavoro, ha aumentato la produttività e ha permesso di acquisire nuove competenze, ma ha anche il grande merito di aver connesso di più le persone e di aver dato a tutti una voce per esprimersi.

Il Web come diritto umano

Ci sono anche voci più critiche, comunque: ad esempio, solo un terzo degli italiani pensa che i benefici portati da Internet superino i rischi e solo altrettanti non saprebbero farne a meno, ma anche i creatori stessi del WWW non sembrano essere al cento per cento fiduciosi su quello che è l’utilizzo (attuale e futuro) del sistema. Nel suo messaggio di auguri di buon compleanno, Tim Berners-Lee dice in particolare che “abbiamo la responsabilità di assicurarci che il web sia riconosciuto come un diritto umano e costruito per il bene pubblico, perché è diventato una piazza, una biblioteca, uno studio medico, un negozio, una scuola, un ufficio, un cinema, una banca e molto altro”.

Il futuro della Rete per Berners-Lee

Eppure, secondo il papà del WWW “il divario tra chi è online e chi è offline aumenta. Oggi la metà del mondo è online: è più che mai urgente assicurare che l’altra metà non sia lasciata indietro e che ognuno contribuisca a una rete che promuova uguaglianza, opportunità e creatività“. Per Tim Berners-Lee “il web è per tutti, abbiamo il potere di cambiarlo”, partendo dal correggere alcuni errori, problemi sensibili e usi impropri come “gli attacchi hacker, il profitto che sacrifica gli interessi degli utenti e la qualità del discorso online a volte caratterizzato da un linguaggio d’odio”.

Luci e ombre in questi 30 anni

Anche il successore di Berners-Lee alla guida del team del Cern per lo sviluppo del web, François Flückiger, ha espresso la sua opinione sui primi trent’anni del Web, dicendosi convinto che ci siano “lati positivi e altri più negativi” e citando in particolare come cambiamento più importante che il WWW ha portato alla società “l’idea che chiunque possa essere non solo un consumatore, ma anche un produttore di informazione e, anche se non spesso quanto vorrei, di conoscenza”.

L’imprevedibile rivoluzione di Google

Tra i punti più sorprendenti di questa storia, secondo Flückiger, c’è un aspetto che riguarda la nostra attività: “Non avevo mai immaginato la tecnologia di ricerca, così veloce ed efficiente, che ha inventato Google“, dice l’informatico, che posiziona l’algoritmo tra i “tre maggiori passi avanti di questa nuova era, gli altri due sono l’Ip e il web”, ammettendo che “nessuno dei tecnici che conosco aveva nemmeno sognato che qualcosa del genere potesse accadere”, così come erano inimmaginabili ” le altre applicazioni di Google, che sono il risultato della combinazione tra i loro algoritmi e la loro capacità di calcolo colossale”.

Redazione

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