Ci sono importanti aggiornamenti sul “Credito di imposta per gli investimenti pubblicitari su quotidiani e periodici”, più facilmente noto con il nome di bonus pubblicità: il Governo infatti ha confermato che anche per 2021 e 2022 varranno le modalità anticipate, e soprattutto ha portato a 65 milioni di euro lo stanziamento a disposizione delle imprese che effettuano investimenti pubblicitari sui giornali quotidiani e periodici, anche online.

Bonus pubblicità 2021 e 2022, le modalità di accesso e i fondi

Le novità sono previste dal cosiddetto Decreto Sostegni bis, di recente licenziato dal Governo Draghi, come segnala Engage; in particolare, all’articolo 67 ci sono le “Misure urgenti connesse all’emergenza da Covid-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali”, in cui sono inseriti gli interventi “urgenti a sostegno della filiera della stampa e investimenti pubblicitari”.

Nel documento si conferma l’impostazione del bonus pubblicità avviata lo scorso anno in seguito alla pandemia, e quindi la possibilità di accedere al credito di imposta senza l’obbligo di “investimenti incrementali” rispetto all’anno precedente, che sarà mantenuta sia per questo 2021 che per il 2022.

La buona notizia è l’aumento della quota di fondi a disposizione: nella Legge di bilancio 2021, infatti, era previsto un plafond complessivo di 50 milioni di euro, mentre ora la somma è portata a 65 milioni.

Una nuova finestra temporale per le domande

Importante anche l’introduzione di una seconda finestra temporale per le comunicazioni telematiche per la richiesta del beneficio del credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari sui giornali quotidiani e periodici, anche online: chi non ha già presentato documentazione nella fascia tra il 1° e il 31 marzo scorso (che restano comunque valide e potranno essere eventualmente modificate alla luce della nuova normativa) potrà attendere il periodo tra il 1° e il 30 settembre 2021, sfruttando per l’invio i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate o rivolgendosi a soggetti abilitati o incaricati.

Quali investimenti sono ammessi e chi può chiedere il bonus

Il bonus riconosce un credito d’imposta nella misura unica del 50% dell’intero valore degli investimenti eseguiti sui giornali, anche online, mentre prevede un riconoscimento pari al 75% per gli investimenti incrementali (requisito che quindi non è stato modificato) effettuati sulle emittenti televisive e radiofoniche locali.

Si tratta di una misura interessante per imprese e professionisti che investono in modo in pubblicità – compresi gestori di e-Commerce e titolari di un’impresa industriale o commerciale tradizionale – perché dà diritto a un’agevolazione fiscale che restituisce parte delle spese affrontate. Ancora per i prossimi due anni, inoltre, cade il vincolo dell’incremento di spesa dell’1% rispetto al passato, e quindi l’accesso è molto più semplice e vantaggioso.

Per legge, rientrano nel bonus gli investimenti pubblicitari legati all’acquisto di spazi pubblicitari e inserzioni commerciali su:

  • Giornali quotidiani e periodici (nazionali o locali), pubblicati in edizione cartacea o editi in formato digitale, iscritti presso il competente Tribunale ovvero presso il Registro degli operatori di comunicazione e, in ogni caso, dotati della figura del direttore responsabile.
  • Emittenti radiofoniche e televisive locali iscritte presso il Registro degli operatori di comunicazione.

I soggetti beneficiari di questa agevolazione sono le imprese, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali: una platea piuttosto larga, ampliata anche dalla citata rimozione del vincolo della spesa incrementale, che serve a favorire gli investimenti in campagne pubblicitarie. In questo modo, infatti, possono fare richiesta del bonus (ed essere incentivati a spendere in pubblicità) anche soggetti che non avevano programmano investimenti pubblicitari o che avevano investito quote inferiori nell’anno precedente, così come soggetti che hanno iniziato la loro attività nel corso dell’anno.

Per ogni investimento su testate editoriali si ottiene un credito di imposta pari al 50% dell’importo investito, calcolato rispetto all’ammontare delle spese di pubblicità, al netto dell’IVA se detraibile (o, in caso di IVA indetraibile, valutando l’ammontare complessivo della spesa pubblicitaria).

Dal 2023 torna il vincolo di spesa incrementale

Il Decreto Sostegni bis ha anche messo nero su bianco un’altra notizia prevista: dal 2023 il “Credito di imposta sugli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani e periodici” ritorna in regime ordinario e, quindi, sarà concesso sulla parte incrementale dell’investimento. Al momento, si prevede un’autorizzazione di spesa riferibile alla pubblicità effettuata su quotidiani e periodici, anche online, di 30 milioni annui.

Altre misure per il supporto del comparto della stampa

Il bonus pubblicità si inserisce in un più ampio quadro di interventi nazionali per supportare le imprese del settore della stampa, in crisi (anche) a causa della pandemia.

In totale, come nota la Fieg (Federazione Italiana Editori Giornali) le varie misure “in materia di costi di distribuzione, Iva, pubblicità su quotidiani e periodici, destinano, direttamente o indirettamente, circa 110 milioni di euro al settore per l’emergenza connessa all’epidemia da Covid-19”, e vanno nella direzione di “salvaguardare l’indipendenza e il pluralismo dell’informazione, assicurare la capillarità della diffusione della stampa e preservare l’importanza dei giornali quale efficace veicolo per la comunicazione di imprese ed enti”.

Gli altri interventi introdotti dal Decreto Sostegno bis sono il Credito di imposta sulle spese di distribuzione di quotidiani e periodici (a favore delle imprese editrici di quotidiani e periodici), la forfettizzazione delle rese al 95% del tirato, il Credito di imposta edicole; è invece abrogato il regime sperimentale di sostegno alla domanda di servizi informativi delle famiglie a basso reddito.