01/11/2025
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Google lancia Pomelli, l’AI che crea campagne marketing creative per le PMI

Google Labs e Google DeepMind hanno lanciato ufficialmente Pomelli, un nuovo strumento sperimentale basato su intelligenza artificiale. L’obiettivo dichiarato è supportare le piccole e medie imprese (PMI) e i liberi professionisti, che spesso non dispongono di budget elevati o competenze di design specifiche, nella generazione di campagne di marketing e social media scalabili e coerenti con la propria brand identity.

Attualmente, Pomelli è disponibile solo in lingua inglese negli Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Google sottolinea che si tratta di un esperimento in fase beta e che “potrebbe volerci del tempo per perfezionarlo” – e, in effetti, chi l’ha testato ha confermato che lo strumento presenta ancora “imprecisioni e malfunzionamenti”.

L’intero processo si basa su tre passaggi fondamentali.

Il primo è la costruzione del “Business DNA”. All’utente viene chiesto di inserire il proprio sito web. Pomelli lo analizza per estrarre e comprendere l’identità unica del brand, identificando elementi chiave come il tono di voce, i font utilizzati, le immagini e la palette di colori. Questo profilo diventa la base vincolante per tutte le creazioni future, assicurando che i contenuti risultino autentici e coerenti.

Una volta definito il DNA, Pomelli passa alla generazione di idee per campagne su misura. Questa funzione è pensata per superare il blocco creativo e la difficoltà nel trovare spunti strategici. L’utente può scegliere tra le idee proposte o, in alternativa, inserire un prompt specifico per indirizzare l’AI verso una visione precisa.

Infine, lo strumento crea gli asset di marketing veri e propri, come post per i social media o annunci pubblicitari. L’utente mantiene il pieno controllo e può modificare testi o immagini direttamente all’interno dell’editor di Pomelli, prima di scaricare i materiali pronti per la pubblicazione.

Nella visione di Google, Pomelli consente di abbattere i costi e le barriere tecniche per le piccole imprese, democratizzando l’accesso a strumenti creativi che oggi richiedono l’intervento di agenzie, designer e copywriter. Proprio per questo, però, la sua presentazione ha immediatamente sollevato un dibattito sul futuro dei ruoli creativi nel marketing e alcune testate hanno parlato esplicitamente di “pericolo” per addetti marketing e social media manager, inquadrando il lancio come un passo ulteriore nell’automazione della “creatività umana” e aprendo un dibattito sul pericolo insito per queste professioni.

Fonti: Google / HDblog

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