SEOZoom Caffè: “Con AI Overview meno click ma più conversioni”
Sì, lo sappiamo: il traffico cala. O almeno, così sembra quando di mezzo c’è l’AI Overview di Google che – diciamolo – risponde a tutto prima ancora che l’utente clicchi. Ma se ci fermiamo lì, rischiamo di guardare solo metà del film. Durante il primo appuntamento di SEOZoom Caffè, ne abbiamo parlato a fondo. E oggi voglio portarvi dentro uno spunto di riflessione concreto emerso durante la live: meno click, sì. Ma molta più qualità.
Il caso studio di Paolo Calicchio
Paolo, SEO manager e project manager di Moca, ci ha raccontato di uno dei suoi ultimi test sul campo. In un settore specifico, ha riscontrato che quasi il 50% delle query era servito da AI Overview. Il risultato? Un calo del CTR del 15%, a parità di impression. Quindi: stessa visibilità, meno click. Fin qui, la solita storia.
Ma il vero plot twist arriva dopo.
Ha messo sotto la lente i dati di traffico provenienti da Gemini, ChatGPT, Perplexity e simili. E ha scoperto questo:
- Tasso di conversione 6-7 volte superiore alla media.
- Durata media della sessione aumentata del 30%.
In pratica: meno utenti, ma molto più caldi. Chi non è davvero interessato si ferma all’Overview. Chi invece vuole approfondire o acquistare, arriva sul sito più motivato e più pronto. Il funnel – per certi versi – si è accorciato.
La visione di Ivano Di Biasi: il brand è multicanale
Ivano, founder di SEOZoom, è stato chiarissimo: “Il problema non è l’AI in sé. È la multicanalità. Il traffico non scompare: si sposta”.
Google oggi è un motore che sceglie la risposta giusta nel formato giusto: video, post social, snippet, mappe. E decide da dove farla arrivare, anche se non è il tuo sito. Per questo la strategia SEO oggi deve essere multicanale per forza.
Presidiare YouTube, TikTok, LinkedIn non è più un “nice to have”. È diventato il modo per esserci nella SERP, punto.
E per farlo serve una presenza solida del brand. Anche qui, Ivano ha rilanciato: se il tuo sito non dice chiaramente chi sei, se schema.org non è implementato, se Google non capisce il tuo brand, è come se stessi parlando nel vuoto.
Il punto di Giuseppe Liguori: Google sa chi sei
Giuseppe, co-fondatore di SEOZoom, ha aggiunto un dettaglio importante: oggi Google sa davvero chi siamo. Non si fida solo dei link: guarda i video, legge le trascrizioni, analizza i social.
“Il video non è più un video. È testo. È dato. È reputazione”.
Questo cambia tutto nel modo in cui viene valutata l’autorevolezza (il famoso E-E-A-T), soprattutto ora che il brand è ovunque. E proprio perché Google raccoglie segnali da ogni parte, la coerenza narrativa del brand diventa centrale.
Maria Letizia Russo: «La coerenza è strategia»
E a proposito di brand, Maria Letizia Russo, Consulente e LinkedIn Trainer – che è stata con noi in live – ha raccontato la sua esperienza in prima persona:
“ChatGPT mi ha citato webinar, slide su Slideshare, articoli LinkedIn, recensioni… Perché? Perché sono tutti contenuti coerenti, curati nel tempo, collegati al mio nome e al mio progetto.”
Il suo concetto di “creatività strategica” dice tutto: non basta esserci ovunque. Bisogna farlo con una voce chiara, con contenuti che parlano allo stesso pubblico, con lo stesso tono, con lo stesso obiettivo.
Le nuove soluzioni in SEOZoom: scrivere (bene) anche per l’AI
La vera sfida oggi non è solo cosa scriviamo, ma per chi. Per Google, certo. Ma anche per Gemini, ChatGPT, Perplexity… e per l’AI Overview, che seleziona e sintetizza contenuti da fonti autorevoli.
Ecco perché SEOZoom ha introdotto strumenti pensati proprio per affrontare questo nuovo scenario: il nostro Assistente Editoriale ora lavora in chiave AI-first, aiutandoti a scrivere testi strutturati per rispondere a query conversazionali, domande complesse, ricerche in linguaggio naturale.
L’obiettivo è uno solo: ottimizzare per essere citati, non solo cliccati. Perché se l’AI Overview deve scegliere una fonte, meglio che scelga te.
E con SEOZoom e il nuovissimo AI Engine, puoi finalmente testare se quello che scrivi ha le carte in regola per farsi notare davvero.
Ricapitoliamo:
- L’AI Overview non uccide il traffico, lo seleziona.
- I click calano, ma le conversioni possono impennarsi.
- Serve una strategia SEO omnicanale, con il sito al centro come aggregatore.
- Il brand è la chiave. Google deve sapere chi sei. E per questo devi essere tu a raccontarlo, ovunque.
Il futuro della SEO non è una scommessa. È una scelta di consapevolezza.
Prossimo appuntamento con SEOZoom Caffè?
26 giugno, ore 14.00.
Ci vediamo lì.