E-Commerce
L’e-commerce è la vendita di beni e servizi online: negozi propri, marketplace, vendita diretta dai social, servizi in abbonamento. Per la visibilità è il caso più esigente, perché somma un catalogo che cambia di continuo a pagine che si somigliano per costruzione.
I problemi ricorrenti sono tre e nascono tutti dalla scala. Le varianti di prodotto e le combinazioni di filtri generano migliaia di indirizzi quasi identici, che vanno governati decidendo quali meritano l’indice e quali no (crawl budget, canonical). Le schede prodotto ripetono spesso la descrizione del produttore, e in quel caso non hanno niente da offrire che non sia già su altri venti siti (thin content). I prodotti esauriti o fuori catalogo vengono cancellati, lasciando errori dove prima c’erano link e visite (404, 301).
Le pagine che portano risultati sono di solito le categorie, non le singole schede: intercettano domande più ampie e reggono nel tempo, mentre il prodotto si posiziona su ricerche già decise. È lì che conviene mettere contenuto utile – criteri di scelta, differenze fra modelli, informazioni pratiche su spedizioni e resi – invece di lasciare un elenco di prodotti senza testo.
Per un negozio online una parte della visibilità non passa dalle pagine ma dal feed di prodotto, che alimenta sia le schede organiche sia quelle a pagamento su un numero crescente di superfici, risposte generate comprese. Lì il dato di prodotto è il contenuto (Google Shopping).
Ai fattori classici si è aggiunto il modo in cui gli assistenti trattano gli acquisti: descrivono prodotti, confrontano alternative e segnalano venditori attingendo a dati pubblici e a schede strutturate. Prezzo, disponibilità, spedizione e recensioni dichiarati nei dati strutturati, e coerenti con quello che la pagina mostra, sono quindi la condizione per essere descritti in modo corretto anche fuori dal sito (entità).