Il potenziale nascosto dietro ogni sito Web

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Questo è l’articolo che ho scritto per The Inbounder, pubblicato qualche ora fa in inglese. Qui vi propongo la versione originale in italiano.

In questo articolo vi parlo di una delle problematiche principali di ogni sito web, quella del potenziale sprecato in pagine che non portano traffico organico e di come con l’ingegno, idee e tanto lavoro sono riuscito a realizzare l’unico tool esistente in grado di capire cosa si aspettino gli utenti dalle vostre pagine web, gli argomenti su cui i vostri articoli sono carenti ed identificare le pagine web che stanno sprecando pesantemente il crawl budget che Google vi mette a disposizione.

Non è mia intenzione scrivere un articolo autopromozionale, voglio solo condividere con voi le riflessioni, le esigenze e la frustrazione nell’utilizzare tool inadeguati che mi ha portato a realizzarmene uno da solo che facesse esattamente quello di cui avevo bisogno. Uno strumento che non mostrasse solo dati ma che li elaborasse con algoritmi evoluti per trasformarli in informazioni preziose per poter agire concretamente ed ottenere risultati immediati.

Il potenziale nascosto dietro ogni sito web

Ogni sito web, anche quello che potremmo considerare il peggiore, in quanto non ottiene traffico dai motori di ricerca, ha sempre un potenziale inespresso. Tante opportunità di incrementare il traffico che non possiamo cogliere a causa di problemi SEO tecnici o di contenuti non perfettamente a fuoco sulle esigenze degli utenti, come quello di cui vi mostro i dati nell’immagine seguente.

Grafico con distribuzione delle keyword

Nell’immagine, un sito web con decine di migliaia di keyword potenziali ma solo pochissime sono in top 10.

In dodici anni di lavoro come consulente SEO, nell’analisi preliminare, ho sempre dato enorme importanza allo studio del potenziale del sito web del nuovo cliente.

Spesso venivo contattato da aziende che non avevano lavorato neanche minimamente sui contenuti del proprio sito web e chiedevano a me di farlo per loro. Inutile dirvi che questa tipologia di cliente non l’ho mai voluto acquisire, è come andare dal nutrizionista e chiedere a lui di non mangiare al posto vostro.

Ma in altri casi, in realtà nella maggior parte, il cliente aveva già lavorato tanto producendo contenuti ricchi di informazioni, scritti con passione ma non centrando il punto più importante, quello che nasce da poche semplici domande:

“Per chi sto scrivendo questo contenuto?”.

“Come cercherei quello che sto scrivendo se fossi un utente di Google?”.

“Riuscirà Google a capire che sto rispondendo ad una domanda specifica dell’utente?”.

Chi produce contenuti, non sempre lo fa a scopi SEO, e tende a scriverli per passione, si sente appagato quando clicca il tasto “pubblica” del suo CMS consapevole di averci messo tutta la passione necessaria e tutta la sua conoscenza sull’argomento, ma poi dopo qualche giorno si rende conto di non aver avuto alcuna visita.

Questa è la tipologia di cliente che adoro, persone o aziende appassionate che si mettono in gioco ma a cui manca un ‘allenatore’ che non gli faccia sprecare il loro enorme potenziale.
Quando troviamo un cliente che lavora realmente al proprio sito ed abbiamo un buon potenziale di partenza, il risultato è assicurato al 100%.

Come analizzare il potenziale di un sito web

Per anni ho svolto questo lavoro manualmente scovando le keyword, dall’alto volume di ricerca (o che potessero convertire maggiormente in lead o vendite), per cui il sito web era in seconda o terza pagina delle SERP di Google. Inutile dirvi che i