Usabilità
L’usabilità è la facilità con cui una persona raggiunge il proprio obiettivo su un sito o in un’applicazione: trovare un’informazione, completare un acquisto, contattare qualcuno. Si misura su tre dimensioni – efficacia, efficienza e soddisfazione – e si verifica osservando le persone, non chiedendo pareri.
Non coincide con l’estetica né con l’esperienza utente, che è più ampia e comprende anche ciò che accade prima e dopo la visita. L’usabilità riguarda il funzionamento: se l’etichetta di un pulsante dice che cosa succede dopo il clic, se il percorso per completare un’azione ha il numero minimo di passaggi, se gli errori si capiscono e si correggono.
Il legame con la visibilità è indiretto ma costante. Google non misura l’usabilità come tale, ma alcune delle sue conseguenze sono misurate: la stabilità degli elementi mentre la pagina si carica, la reattività al tocco, il fatto che il contenuto non sia coperto da livelli invadenti (Core Web Vitals, interstitial). E vale il legame con l’accessibilità, che oltre a essere un obbligo normativo per molte attività è la forma più rigorosa di usabilità.
Il metodo che rende di più è anche il più semplice: far provare il percorso a cinque persone che non conoscono il sito e guardare dove si fermano. Nessun sondaggio restituisce quell’informazione.