Ad Rank
L’Ad Rank è il valore che decide se un annuncio compare, in quale posizione e in che ordine rispetto agli altri. Viene ricalcolato a ogni singola ricerca, ed è l’esito di un’asta che si tiene nel momento in cui qualcuno digita, non un punteggio consultabile (Google Ads).
Google dichiara sei componenti: l’offerta, la qualità dell’annuncio e della pagina di destinazione, le soglie minime di Ad Rank, la competitività dell’asta, il contesto della ricerca – termini usati, luogo, dispositivo, momento – e il contributo atteso di risorse e formati aggiuntivi come sitelink o numero di telefono (pagina di destinazione, annuncio testuale).
L’offerta è una delle sei, ed è la componente che pesa meno di quanto si creda. Le soglie minime servono proprio a questo: un annuncio al di sotto non compare in una certa posizione nemmeno pagando di più, perché quella posizione ha un requisito di qualità che l’offerta non sostituisce. Google lo scrive esplicitamente – alzare l’offerta aiuta, ma per arrivare in alto serve anche migliorare annuncio ed esperienza sulla pagina.
Il rapporto con il Quality Score è quello che si inverte più spesso. Il punteggio da 1 a 10 non è il meccanismo: è un referto diagnostico, calcolato su uno storico e visibile a livello di parola chiave. L’Ad Rank è il calcolo che avviene davvero, caso per caso, con dentro il contesto di quella ricerca specifica, che nessun punteggio storico può contenere.
La conseguenza sul costo è il motivo per cui la qualità conviene due volte: determina se si compare e determina quanto si paga, perché il CPC effettivo scende quando la qualità sale. Lavorare solo sull’offerta significa pagare di più per lo stesso posto.