Fred Update – Uno studio dei siti colpiti da Fred

Oggi ho dedicato la mia mattinata ad uno studio approfondito del Fred Update di marzo (e probabilmente Phantom update di febbraio), in troppi mi stavano chiedendo perchè i loro siti web avessero subito un calo così drastico ed in che modo affrontare il problema. Fino ad oggi avevo trascurato l’aggiornamento di Google perchè nessuno dei miei siti o dei miei clienti ne era stato colpito ma devo dire che è stato davvero molto interessante questo approfondimento, si tratta di un update molto ma molto interessante da numerosi punti di vista.

Prima di tutti vi do qualche informazione su come abbia eseguito il mio test:

  1. Ho estratto un subset di domini (1.000.000) che hanno perso traffico da febbraio ad oggi dal database delle metriche di SEOZoom
  2. Ho selezionato i domini che hanno subito un calo maggiore e perso posizionamento per più keyword
  3. Ho ordinato i domini per settore di appartenenza
  4. Ho analizzato singolarmente una ventina di domini eseguendo un “crash test” per individuare le keyword su cui hanno perso traffico

Non entro nel dettaglio dell’estrazione dei dati, ho fatto tutto a mano con query SQL e script creati per analizzare i dati ma voglio soffermarmi sui “pattern” comuni che ho individuato e sulla mia verifica riguardo quanto affermato da Google, ossia che si tratti di un Quality Update.

Quali siti sono stati colpiti da Fred

Indipendentemente dal settore di appartenenza, i siti web colpiti dal Fred Update hanno tutti una cosa in comune, producono contenuti informational per dare risposte agli utenti su argomenti specifici. Ad esempio, ho individuato molti siti del settore donna, finanza, telefonia, informatica che producevano i noti articoli dal taglio “how to” che hanno avuto un crollo incredibile di visite.
Anche il sito del nostro caro amico Salvatore Aranzulla ha subito una flessione dopo il Fred Update.

 

Perchè i siti informational hanno subito un calo

Da grande appassionato di motori di ricerca ho sempre provato a capire perchè Google posizionasse determinati articoli piuttosto che altri ed all’interno di SEOZoom ho realizzato una funzionalità che ritengo tra le migliori in assoluto nella nostra suite, suggerisci keyword articolo.

Questa funzionalità prova a capire, con un nostro algoritmo, di cosa dovrebbero parlare gli articoli per poter competere con quelli che stanno dominando la SERP per una keyword specifica. In poche parole individua il “taglio” da dare al nostro articolo per rispondere in maniera precisa al search intent degli utenti e non andare off-topic.

La tendenza di tutti, quando si scrive un articolo “how to”, è quella di intercettare quante più query di ricerca possibile e quindi di optare per un articolo di tipo PILLAR.

Fino all’arrivo di Fred gli articoli che ottenevano più successo nelle SERP erano quelli più completi e ricchi di informazioni, anche se non rispondevano ad un’unica esigenza specifica degli utenti, ci trovavamo dentro di tutto un po’ riguardo l’argomento.

La tendenza a creare contenuti di questo tipo era stada dettata dal Panda Update che “detestava” contenuti molto simili e che provassero ad intercettare keyword che differissero di poco l’una dall’altra, ad oggi sembra che Google abbia fatto un piccolo passo indietro premiando nuovamente risposte più mirate per ogni singola keyword ma non è esattamente così, ci arriviamo un po’ alla volta.

Cosa è cambiato nel web per richiedere un Quality Update

Il web si sviluppa sul paradigma AAA (Anyone can say Anything about Any topic), in parole povere, tutti possono dire tutto su tutto. Il settore How To (ma non solo, mi riferisco a tutto quello che fa informational content) , da quando è nato, ha sempre avuto un numero limitato di siti TOP che acquisivano la maggior parte del traffico, come Aranzulla, WikiHow ed altri siti verticali di settore.
In ogni settore c’erano i big player ed un numero limitato di siti web piccoli che provavano a ritagliarsi la propria fetta di traffico, magari affidando gli articoli a copywriter low cost.

Google aveva a disposizione, per dare risposte ai suoi utenti, un set limitato di siti web e di conseguenza era costretto a scegliere quelli, che a suo avviso, sembravano più completi ed esaustivi nelle risposte, quindi i siti web con articoli pillar verticali sull’argomento.

Oggi il numero di siti web “how to” sono innumerevoli e Google ha a disposizione un’infinità di documenti da elaborare, alcuni generici, molti altri precisi per un singolo aspetto di un argomento più complesso. Ad esempio, potrebbe esserci un articolo che parla di “mal di schiena”, impostato come pillar, e che menzioni anche i materassi ortopedici. Ma esistono anche molti articoli che trattano l’argomento da un punto di vista diverso, ad esempio, “Quale materasso ortopedico scegliere per il mal di schiena”.

Con il Fred Update ora Google è in grado di scegliere esattamente l’articolo giusto per l’esigenza giusta, non ha più la necessità di risponderci con un pillar in cui poi dovremo andare a ricercare il “pezzetto” di informazione che ci interessa.

In questo senso Fred è veramente un grande passo avanti per quanto riguarda la qualità dei risultati di ricerca di Google. Ritornando alla mia affermazione del paragrafo precedente “del passo indietro”, potrete notare la sfumatura… Non risponde a piccole variazioni di keyword (quello che combatteva Panda) ma a precise sfumature di search intent. (Bel titolo per un libro copy post Fred : “50 sfumature di Search Intent”, quasi quasi lo scrivo)

Quindi si tratta di penalizzazioni?

Assolutamente no, un Quality Update ha come scopo quello di alzare la qualità del motore di ricerca. Un utente chiede qualcosa ed il motore prova a rispondere nel migliore dei modi provando a capire realmente cosa voglia l’utente.

Diciamo che Google ora riesce a capire precisamente cosa vogliamo ed invece di risponderci con un “libro”, in cui andare a trovare manualmente la risposta, ci risponde con la pagina esatta del libro in cui si trova la risposta alla nostra domanda.

Nonostante tutto, anche se non si tratta di penalizzazioni, non si può far finta di niente, le pagine importanti dei siti web hanno subito dei duri colpi cedendo traffico a tanti piccoli player di nicchia, diciamo che Fred è una sorta di Robin Hood che ha tolto ai “ricchi” per dare ai poveri meritevoli.
Come è possibile affrontare un calo di traffico da Fred? Beh questa volta non sarà affatto facile, improvvisamente i contenuti dei vostri siti web sono diventati inadeguati, vanno rimaneggiati uno ad uno partendo da quelli che vi fornivano maggior traffico.

Una strada potrebbe essere quella di individuare tutti i possibili search intent trattati da un articolo e “spacchettarli” in più articoli mirati, magari linkandoli dall’articolo principale.

Vi mostro un esempio di pagina web precedentemente posizionata per numerosissime keyword, ora ancora al primo posto per “dermatite erpetiforme” ma che ha subito un crollo sulle query informational con search intent più mirati.

 

Backlink e Fred Update

Per quanto riguarda i backlink non ho individuato alcun nesso, credo che l’update di Google si riferisca unicamente all’interpretazione delle query degli utenti ed alla scelta dei risultati basandosi sul contenuto.
Nessuno dei siti crollati ha avuto un comportamento anomalo nell’acquisizione di backlink quindi li escludo con certezza.

Come recuperare dal Fred Update

Come vi dicevo all’inizio di questo post, da tempo mi sono reso conto che Google ha la tendenza crescente a rispondere sempre in modo più preciso, per cui in SEOZoom ho realizzato “Suggerisci keyword articolo”.

Vi consiglio vivamente di seguire questo schema operativo:

  1. Individuate, nella sezione pagine, quelle che hanno avuto il calo di traffico più evidente
  2. Individuate la keyword principale per cui avevate creato l’articolo
  3. Utilizzate “Suggerisci keyword articolo” per individuare i topic e le keyword che si aspetterebbe Google
  4. Modificate l’articolo dandogli il FOCUS GIUSTO per rispondere a quelle domande
  5. Se l’articolo tratta molti altri Search Intent, spostate quelle risposte in un nuovo articolo linkato da quello principale.

Questi sono i miei consigli personali, quindi vi invito a fare una prova su un solo articolo prima di procedere, verificate prima che le mie ipotesi siano valide e poi, magari, procedete anche con gli altri articoli.

Utilizzate la sezione “Pagine monitorate” per tener traccia del miglioramento/peggioramento della vostra pagina web dopo che avrete modificato l’articolo.

In bocca al lupo e spero vivamente che queste mie riflessioni possano esservi di aiuto per recuperare un crollo di traffico dopo il Fred Update.

 

Ivano Di Biasi

This entry has 25 replies

  • Alessandro Boomer Romano

    Sempre TOP. Grande Ivà!!

  • complimenti Ivano, ottimo articolo. però non hai parlato di articoli che rispondono ad un preciso search intent, ma che hanno problemi di thin content o contenuti autogenerati (tra l’altro parlavano anche altri siti seo autorevoli associavano thin content a fred). ho riscontrato sui miei siti cali anche in questo tipo di pagine. la mia soluzione, in quei casi, è stata (sto ancora misurando i risultati) la scrittura di contenuti di qualità per sostituire i contenuti autogenerati, almeno per le pagine a maggior traffico (proprio come suggerivi tu). che ne dici? grazie! 🙂

    • Non ne ho parlato perchè quello è un problema vecchio che è stato accentuato. Già ci pensava Panda, ora con Fred, colpo di grazia

  • Ottimo e completo, puoi fare anche qualche esempio di chi invece è stato premiato ?

    • Siti minori degli stessi settori ma che hanno risposte più precise su aspetti più mirati dell’argomento principale.

  • Ivano giuste considerazioni, aggiungerei giusto come postilla questo: Google ha punito anche i portali in trust che sfruttavano la loro popolarità per posizionarsi per tutte le long tail molto danarose (soprattutto in ambito economia e finanza), favorendo i siti più focalizzati.

    Ho riscontrato però che in alcuni casi, dove il brand era molto forte e con molti segnali di qualità da diverse fonti, questo calo non è avvenuto (es 6sicuro che pure spazia in tanti ambiti fuoritema e dove c’è un buon giro economico).

    Questo è un aspetto che ho trovato molto interessante.

    • Amin
      non ho menzionato tutti i settori ma te li elenco qui, How To generici
      (wikihow), siti al femminile, siti sul mondo green, siti sulla salute,
      siti sulla dieta, siti sportivi, siti sul mondo delle auto ebbene anche
      6sicuro ha avuto qualche colpo, ha retto ma lo ha avuto il colpo

  • triplexita

    eccellente, credo tu abbia dato una risposta ad un quesito che mi stavo facendo sulla base di come fanno alcuni e come non fanno altri shop online. ora bisogna testare e vedere che accade.

  • Quindi stiamo dicendo di tornare a fare si faceva una volta. Più articoli anche più corti ma più mirati?

    • Si ma non mirati alla keyword ma a gruppi ristretti di keyword che rispondano ad un’esigenza specifica

    • praticamente si, cambia solo che non si dovrà intercettare solo una key di long tail.

  • Avendo un sito del tipo how to, con la maggior parte degli articoli di tipo “pillar”, credo proprio che tu abbia colto nel segno. Tuttavia, per le ricerche che monitoro, non direi affatto che Google ora riesca a capire precisamente cosa vogliamo, nè che gli updates da Febbraio ad oggi abbiano portato sostanziali miglioramenti nella qualità delle serp.

    • Probabilmente per le keyword a cui ti riferisci non ci sono contenuti adeguati, buono spunto per farli…

  • Grazie mille, Ivano.
    Ho però una domanda: se ho un contenuto pilastro con titolo “NOME ARTICOLO”, se poi vado a generare un altro contenuto più piccolo con un titolo simile al precedente, ma più mirato, del tipo “NOME ARTICOLO SITUAZIONE 1”, non si verifica il problema del contenuto duplicato? Perché pur volendo inserire dei sinonimi, la keyword principale ad esempio di un prodotto specifico dev’essere per forza quella.
    Grazie ancora, sia per Seozoom che è fantastico, sia per Max e sia per questi articoli che fanno davvero la differenza per noi comuni mortali! 🙂

    • Ciao, il contenuto non è duplicato se i title sono simili ma se il testo è duplicato. Ad ogni modo il problema non dovrebbe esistere, se scrivi un articolo su “Pallone da calcio” e poi ne scrivi uno su “Come gonfiare un pallone da calcio” non corri rischi

  • Fausto Giungato

    Ottimo!

  • Francesco Giubbilini

    Grande! Grazie per aver condiviso il tuo studio 🙂

  • Maggiore precisione nei risultati di ricerca e migliore qualità dei motori. Dunque, per contrastare fred, bisogna fare articoli con search intent mirate e diversificate per le più sottili sfumature. Bisogna dunque mettere in atto nuove strategie. La Seo non finirà mai di stupire

  • Vado ad effettuare un paio di test. Grazie per aver condiviso Ivano.

  • Grazie, ottima analisi. Aranzulla.it passa da 14M a 7M, WikiHow da 3M a 174K. Quest’ultimo mi sembra avere articoli con contenuti pillar ed ha subìto un calo pazzesco. Non sarà per via di articoli poco aggiornati (in alcuni casi proprio inutili) e broken links?

  • AVdesign

    Ottimo articolo

  • ottimo articolo Ivano, aggiungo solo che su https://assodigitale.it avevamo avuto un OTTIMO recovery ELIMINANDO TOTALMENTE Adsense, ma poi dopo un paio di settimane siamo ritornati ai risultati post Fred … grazie davvero e complimenti per SEOZOOM

  • Websonica

    Articolo molto interessante, quindi potrebbe non essere una penalizzazione ma solo un miglioramento dei risultati dando informazioni più specifiche e di qualità. Grazie

  • Angelo Benassini

    Bellissimo articolo. Io sono uno di quelli penalizzati da questo aggiornamento . Pensi che cambiando la struttura del sito aggiungendo delle pagine che trattino di elementi correlati alla search intent sia di aiuto ? o si tratta di una valutazione di contenuto per singolo articolo?

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