Gli italiani usano sempre di più strumenti di intelligenza artificiale, ma dichiarano di comprenderli poco. È quanto emerge dal nuovo report Legacoop/Ipsos, che ha coinvolto campioni di cittadini in 30 Paesi.
Alla domanda se si ritengano in grado di capire come funziona l’AI, solo il 50% degli italiani ha risposto positivamente, contro una media globale del 67%. Si tratta del penultimo risultato tra i Paesi analizzati: peggio fanno soltanto i giapponesi.
Il dato stride con la diffusione pratica degli strumenti. In Italia, il 46% dichiara di conoscere prodotti o servizi basati su AI generativa e oltre la metà (53%) li giudica più vantaggiosi che problematici. Un rapporto che mostra una crescente adozione senza reale consapevolezza, con il rischio di alimentare usi acritici e vulnerabilità nella gestione dei dati personali.
La distanza con altri Paesi europei è significativa: in Germania, Francia e Regno Unito la quota di cittadini che si considera preparata sull’AI supera il 60%. Questo gap di percezione conferma l’urgenza di rafforzare alfabetizzazione digitale e programmi di formazione, per evitare che l’Italia resti indietro nella capacità di governare le tecnologie emergenti.
Per Ipsos, il tema non riguarda solo la comprensione tecnica, ma anche la fiducia: più i cittadini percepiscono di avere strumenti per capire l’AI, più si dichiarano pronti ad accettarla in ambiti sensibili come sanità, lavoro e istruzione.
Fonte: Legacoop