29/09/2025
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Per gli italiani l’AI è perfetta per gli “sbatti”, ma la privacy spaventa

Gli italiani vogliono delegare all’intelligenza artificiale le incombenze quotidiane più noiose (i cosiddetti “sbatti”), ma non si fidano ancora a lasciarla entrare completamente nelle loro vite. È questa la grande contraddizione che emerge dal Samsung Trend Radar 2025, una nuova ricerca realizzata in collaborazione con la società Toluna per esplorare il rapporto tra le persone e l’AI.

Il desiderio è chiaro: il 76% degli intervistati vuole usare la tecnologia per liberarsi da compiti ripetitivi e poco stimolanti, con l’obiettivo principale di risparmiare tempo ed energie mentali. L’AI è vista come un potenziale “compagno estroverso” a cui affidare la gestione di appuntamenti, la ricerca di informazioni pratiche e l’organizzazione delle scadenze. In sostanza, si cerca un assistente efficiente che semplifichi la vita.

Tuttavia, quando si passa dalla teoria alla pratica, emergono dubbi e cautele. La privacy e la protezione dei dati personali (indicate dal 49% del campione) rappresentano la principale barriera all’adozione. Gli utenti temono che affidare troppe informazioni a un’intelligenza artificiale possa esporli a rischi. A questo si aggiunge la richiesta di una tecnologia che sia facile da usare anche per i non esperti (54%) e precisa nel comprendere le reali necessità dell’utente (42%).

Il quadro dipinto dalla ricerca è quello di un’Italia a metà del guado: affascinata dalle promesse dell’AI, ma ancora esitante a concederle piena fiducia. Per le aziende tech, la sfida non è più solo tecnologica, ma diventa soprattutto di trasparenza e affidabilità, per dimostrarsi sicuri e rispettosi della privacy degli utenti.

Fonte: Samsung

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