Uno studio di Ahrefs su 16 milioni di URL mette in luce un limite dei motori di ricerca basati su AI: indirizzano gli utenti a pagine non funzionanti quasi tre volte più di Google. ChatGPT risulta la piattaforma con la percentuale più alta di link inesistenti, con l’1% dei clic verso pagine 404 e il 2,38% dei link menzionati che portano a errori.
A confronto, Google presenta solo lo 0,15% di link non validi tra quelli cliccati, mentre altri assistenti AI come Claude (0,58%), Copilot (0,34%), Perplexity (0,31%) e Gemini (0,21%) mostrano performance migliori. Mistral si distingue con lo 0,12%, ma genera meno traffico complessivo.
Le cause principali sono due: link che in passato esistevano ma sono stati rimossi e URL completamente inventati dall’AI perché “plausibili”. Gli esempi includono percorsi che sembrano appartenere a siti noti, ma che in realtà non sono mai stati creati.
Secondo Ahrefs, l’impatto sul traffico complessivo resta limitato: gli assistenti AI oggi portano in media solo lo 0,25% delle visite ai siti, contro il 39% generato da Google. Tuttavia, il fenomeno potrebbe crescere con l’uso sempre più diffuso delle ricerche AI. Per questo motivo, molti esperti consigliano di curare pagine 404 più utili e informative, piuttosto che inseguire ogni URL inventato.