Facebook sospende le stime del pubblico per le Custom Audiences

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Da qualche mese, i gestori delle pagine che utilizzano le Custom Audiences di Facebook avevano notato qualcosa di strano: le stime sul pubblico raggiungibile dalle proprie campagne erano “misteriosamente” scomparse o comunque non funzionano come in precedenza, senza ulteriori spiegazioni. Ora il mistero è risolto.

Niente più stime di copertura pubblico

Come riportato anche da Rand Fishkin in un tweet, infatti, Facebook ha deciso di sospendere le stime di copertura per le sue Custom Audiences ovunque fosse possibile in precedenza (ad esempio API, Audience Insights, Campaign Reach), che pure si erano rivelate uno strumento prezioso per chi intendeva promuovere le proprie campagne sul social network più famoso del mondo, grazie alla possibilità di fare targeting ottimizzato e individuare una lista di clienti già “profilata” e rispondente alle proprie esigenze, che in passato abbia espresso un interesse verso i propri prodotti o servizi o interagito con quel brand.

Vulnerabilità di privacy e sicurezza

Dietro alla decisione ci sarebbe una vulnerabilità di sicurezza, che ha convinto il colosso americano ad abbandonare (o quanto meno sospendere) questo tipo di attività. Di certo deve aver pesato anche il contesto intorno a Facebook, con l’opinione pubblica negativamente scossa dalla notizia relativa a Cambridge Analytica, società di consulenze elettorali che Steve Bannon ha aiutato a fondare nel 2014 e che, stando a quanto rivelato dalla stampa (e in qualche modo confermato dallo stesso Mark Zuckerberg, che ha pubblicamente fatto ammenda) avrebbe utilizzato i dati di milioni di utenti della piattaforma social a fini elettorali e non solo.

Altri effetti dello scandalo Cambridge Analytica?

Le scuse del fondatore di Facebook sono arrivate anche attraverso una lettera aperta pubblicata sui principali quotidiani del Regno Unito e degli Stati Uniti, in cui lo stesso Zuckerberg ammette innanzitutto che “avrebbe dovuto fare di più per impedire” che i profili di milioni di utenti “fossero sfruttati dalla società“, e poi annuncia che “ora stiamo adottando misure per fare in modo che questo non avvenga più”, con indagini “su ogni singola App che ha accesso a grandi quantità di dati”.

Possibili utilizzi impropri dei dati

Insomma, sembra difficile non trovare un collegamento tra questo scandalo e la decisione di sospendere di mostrare le stime di copertura del pubblico in qualsiasi campagna che utilizzi il targeting di Custom Audience. Secondo le informazioni che trapelano, questa mossa arriva dopo che una squadra di ricerca della Northeastern University ha segnalato alla compagnia americana, tramite il programma Bug Bounty, una potenziale vulnerabilità della privacy identificata attraverso le Custom Audience.

Un inserzionista potrebbe scoprire le informazioni degli utenti

Nello specifico, il team ha trovato un exploit attraverso il quale è possibile desumere i dati di un individuo incluso in un elenco di Custom Audience, come e-mail, indirizzi o altre informazioni personali identificabili, utilizzando il rapporto di copertura stimato disponibile nell’interfaccia pubblicitaria. Le indagini degli esperti hanno mostrato che c’è una