GDPR
Il GDPR è il regolamento europeo sulla protezione dei dati personali – il (UE) 2016/679, in applicazione dal 25 maggio 2018 – che stabilisce a quali condizioni si possono raccogliere e trattare i dati delle persone. In un glossario SEO sta per una ragione precisa: decide che cosa è lecito misurare, e quindi su quali dati si lavora (cookie).
La distinzione che va tenuta ferma è fra la legge e gli strumenti. Il regolamento fissa i princìpi – base giuridica, finalità dichiarata, minimizzazione, consenso informato dove serve; le piattaforme pubblicitarie ci hanno costruito sopra requisiti tecnici propri, che non sono la legge ma condizionano l’accesso ai dati tanto quanto la legge.
Il caso più concreto riguarda Google. Dal 6 marzo 2024 chi usa Google Ads o Analytics con traffico europeo deve trasmettere i segnali di consenso con il modello previsto; dal 21 luglio 2025 chi non lo fa perde i dati di conversione e la costruzione dei pubblici di remarketing per gli utenti europei; e dal 15 giugno 2026 il parametro che governa i dati pubblicitari negli account collegati è uno solo. Un banner che raccoglie il consenso senza trasmetterlo produce un sito formalmente in regola e cieco (conversioni, remarketing).
Da qui la conseguenza che interessa chi misura: i dati di analisi sono sempre parziali per costruzione, perché una quota di persone rifiuta. Confrontare un dato di piattaforma pubblicitaria con uno di analisi, o due periodi fra cui è cambiata la configurazione del consenso, produce differenze che non dicono niente sul sito (Google Analytics, tracciamento lato server).
Una cautela sull’uso del termine: questa voce descrive il quadro, non sostituisce un parere legale, e le decisioni su base giuridica e informative si prendono con chi di competenza. Quello che riguarda il nostro mestiere è la conseguenza a valle: misurare meno, e saperlo (pixel).