La pubblicità entra nell’esperienza di ChatGPT in Italia, uno dei 31 Paesi in cui è già possibile creare e gestire le campagne da mostrare dentro il principale e più famoso assistente conversazionale al mondo.
Gli annunci compaiono in fondo alle risposte, separati dal testo generato e riconoscibili attraverso un’etichetta specifica. Possono essere mostrati agli utenti Free e Go; Plus, Pro, Business, Enterprise ed Edu restano senza pubblicità, senza scorciatoia a pagamento, dove la presenza nella risposta continua a dipendere da ciò che ChatGPT sceglie di usare, citare o raccomandare.
La conversazione in corso può offrire molti più segnali di una singola query. L’utente può aver già spiegato cosa cerca, quali alternative sta valutando, quanto vuole spendere e quali caratteristiche considera decisive; OpenAI può usare questo contesto per scegliere inserzioni pertinenti alla richiesta che sta maturando dentro la chat.
Il modello scelto per ChatGPT ribalta un po’ il funzionamento di Google: nella SERP standard l’annuncio sta classicamente sopra il risultato organico e intercetta il clic prima. Qui la posizione si ribalta, e il denaro compra lo spazio che arriva dopo la risposta già formata.
Non cambia invece la policy di fondo: anche OpenAI sottolinea che un’azienda può pagare per comparire sotto quella risposta, ma non per entrarci. Gli annunci non influenzano ciò che ChatGPT scrive e che gli inserzionisti non possono comprare una citazione o una raccomandazione; non ricevono neppure le conversazioni, la cronologia o la memoria degli utenti, ma soltanto dati aggregati sulle prestazioni pubblicitarie.
È da mesi che si parla di questo scenario, avviato in versione sperimentale negli Stati Uniti il 9 febbraio 2026. Meno di 200 giorni dopo, OpenAI dichiara che la proiezione su dodici mesi raggiungerà 1 miliardo di dollari di ricavi pubblicitari e decine di migliaia di inserzionisti.
Contrariamente a quanto inizialmente previsto, le campagne si gestiscono direttamente attraverso Ads Manager, senza passare dal team Ads Solutions di OpenAI, da un’agenzia partner o da un fornitore tecnologico. La piattaforma permette già di acquistare campagne a impression o a clic, ottimizzare sulle conversioni, restringere il pubblico per area geografica e utilizzare segmenti personalizzati. Pixel, Conversions API e integrazioni con sistemi di misurazione esterni collegano poi il clic alle azioni successive, dall’acquisto alla registrazione.
Fino a ieri, l’analisi della visibilità su ChatGPT si concentrava su chi entra nella risposta, quale brand viene nominato, quali fonti vengono citate e chi viene raccomandato. Ora puoi essere assente dal testo e comparire subito sotto con una sponsorizzazione; puoi essere citato da ChatGPT e trovarti un competitor a pagamento immediatamente dopo; oppure occupare entrambi gli spazi.
Una citazione nella risposta e una sponsorizzazione sotto quella risposta restano quindi due risultati diversi. La prima misura la capacità di entrare tra le informazioni e i nomi scelti dal modello; la seconda compra accesso allo stesso momento di ricerca e scelta.
Fonte: OpenAI