Niente annunci pubblicitari dentro Gemini. Almeno per il 2026. È quello che ha assicurato Dan Taylor, vicepresidente di Google Ads, intervenendo nel dibattito pubblico aperto da una indiscrezione rilanciata da Adweek.
La testata sosteneva che, in alcune call con grandi inserzionisti, Google avesse indicato la possibilità di introdurre formati pubblicitari dedicati all’assistente AI. Chi ha partecipato agli incontri ha parlato di scambi preliminari, senza prototipi, specifiche tecniche o indicazioni di prezzo, differenti dalle esperienze già presenti in AI Mode, l’ambiente generativo della Search lanciato a marzo.
Taylor ha chiuso la questione con una smentita netta: nella app Gemini non ci sono ads e non esiste un piano operativo per inserirli nel 2026 – il dirigente definisce le indiscrezioni “affermazioni inaccurate basate su fonti anonime”.
Il chiarimento riguarda un punto particolarmente sensibile perché separa due ambiti oggi distinti: AI Mode, che vive dentro la Search e può includere annunci, e Gemini, che resta un ambiente conversazionale privo di inventory commerciale. Altri operatori, invece, stanno sperimentando modelli diversi: OpenAI testa inserzioni in ChatGPT, Meta lavora su placement legati all’interazione, Amazon integra raccomandazioni commerciali nei modelli.
Il tema rimane rilevante per un motivo preciso: l’eventuale apertura della pubblicità agli assistenti generativi cambierebbe la distribuzione dei segnali che regolano visibilità, interazioni e percorsi informativi. In questo caso, però, Google chiude ogni ipotesi e conferma che Gemini rimarrà fuori dal perimetro pubblicitario – almeno per il prossimo anno.
Fonte: Search Engine Land