Il mercato italiano del Data Management & Analytics continua a crescere a ritmi sostenuti, raggiungendo nel 2025 un valore di 4,1 miliardi di euro, con un incremento del +20% rispetto all’anno precedente. La spesa è trainata in particolare dalla componente Business Intelligence e Data Science (+27%), che include anche soluzioni di Generative AI pronte all’uso, le quali da sole pesano circa il 5% del valore totale del mercato.
Tuttavia, la ricerca dell’Osservatorio Big Data & Business Analytics del Politecnico di Milano evidenzia una profonda scollatura tra investimenti tecnologici e maturità strategica. Nonostante la spesa, poche aziende italiane sono pronte a sfruttare i benefici dell’intelligenza artificiale a causa di architetture dati inadeguate e assenza di una governance chiara.
I dati confermano questa debolezza strutturale: solo il 38% delle grandi aziende ha definito una chiara strategia di valorizzazione dei dati e appena una su cinque (20%) ha nominato un executive per guidarla, come un Chief Data Officer. Inoltre, oltre un quarto delle grandi imprese (27%) non ha ancora avviato alcun progetto di Advanced Analytics.
Secondo i responsabili dell’Osservatorio, il potenziale dell’AI rischia di rimanere inespresso se dati e AI viaggiano su binari separati. È necessario un approccio “data-centric AI” e la preparazione di piattaforme dati “AI-ready”.
Questa difficoltà si riflette anche sulla gestione dei talenti: l’86% delle grandi imprese si affida a consulenti esterni per i progetti complessi. Nel frattempo, emerge il rischio “Shadow AI”: nel 37% delle aziende i singoli professionisti utilizzano in autonomia strumenti di GenAI non approvati, aprendo falle di sicurezza e governance. Anche le PMI, pur analizzando i dati nell’89% dei casi, lo fanno spesso in modo occasionale e solo un terzo ha figure dedicate.