Apple ha deciso di alzare drasticamente la posta in gioco nella lotta contro le minacce informatiche, rinnovando il suo programma “Security Bounty” con ricompense che possono arrivare fino a 5 milioni di dollari per una singola vulnerabilità scoperta. L’iniziativa mira a incentivare i ricercatori di sicurezza e gli hacker etici a concentrare i loro sforzi sull’individuazione di exploit complessi, simili a quelli utilizzati dai cosiddetti “spyware mercenari” per colpire obiettivi specifici come attivisti e politici.
La decisione di aumentare i premi riflette una duplice realtà: da un lato, le nuove difese introdotte da Apple, come il Lockdown Mode e la Memory Integrity Enforcement sui nuovi iPhone 17, hanno reso i dispositivi significativamente più sicuri; dall’altro, hanno fatto lievitare i costi e le competenze necessarie per scovare le falle residue. Per evitare che i ricercatori indipendenti si spostino su obiettivi più facili e meno costosi da analizzare, Apple ha reso la caccia ai bug un’attività estremamente redditizia.
Il premio massimo di 5 milioni di dollari è riservato a chi scopre una vulnerabilità critica su un software in versione beta con il Lockdown Mode attivo. Sono previsti inoltre fino a 2 milioni per un attacco remoto che non richieda interazione da parte dell’utente e 1 milione per l’accesso a un account iCloud. Apple ha anche esteso il programma al motore di Safari, WebKit, con premi fino a 1 milione di dollari.
Una delle novità più interessanti è l’introduzione di un sistema di “gamification”: i ricercatori che troveranno specifici “identificativi” nascosti nel codice potranno dimostrare immediatamente il successo dell’exploit, ottenendo un pagamento istantaneo senza dover attendere il rilascio di una patch correttiva. A ulteriore riprova del suo impegno, Apple donerà anche mille iPhone 17 a organizzazioni della società civile per proteggere gli utenti più a rischio.
Fonte: Dday