Contrariamente alla percezione diffusa, le risposte generate dai principali motori di intelligenza artificiale non sono dominate da forum e contenuti non controllati come Reddit. Al contrario, la stragrande maggioranza delle fonti citate proviene da canali che i brand possono gestire direttamente. È quanto emerge da una nuova e corposa analisi di Yext, che ha esaminato 6,8 milioni di citazioni su ChatGPT, Gemini e Perplexity.
Lo studio rivela un dato fondamentale per chi si occupa di visibilità online: l’86% delle citazioni AI proviene da fonti controllate o influenzabili dai brand. Questa percentuale si suddivide principalmente tra siti web proprietari (44%) e schede di terze parti (listing, 42%), come ad esempio le directory o i profili su aggregatori specifici di settore. Le recensioni e i social media contribuiscono per l’8%, mentre i tanto discussi forum rappresentano appena il 2% del totale.
Questa scoperta ribalta l’idea che l’ottimizzazione per l’AI search sia un terreno imprevedibile e dominato dall’UGC (User Generated Content). I risultati di Yext, invece, mandano un messaggio rassicurante e potente al mondo della SEO: le strategie consolidate basate sulla cura dei contenuti del proprio sito, sulla strutturazione dei dati e sulla gestione accurata della presenza su directory e piattaforme terze sono più cruciali che mai per influenzare la visibilità nei risultati generativi.
L’analisi, che si distingue per aver considerato il contesto geografico dell’utente, evidenzia anche le diverse preferenze dei modelli: Gemini tende a privilegiare i siti web (52,1%), OpenAI si affida maggiormente ai listing (48,7%), mentre Perplexity diversifica maggiormente le sue fonti. Per i brand, questo significa che una strategia di visibilità AI efficace non può prescindere da un approccio integrato, che curi con attenzione tutti i presidi digitali, veri pilastri su cui l’intelligenza artificiale costruisce le sue risposte.
Fonte: Yext