Tagli sulle grandi spese, ma irrinunciabili piccole gratificazioni per tirarsi su il morale. Il carrello delle famiglie italiane nel 2025 è un esercizio di equilibrismo tra la necessità di risparmiare e il desiderio di concedersi un premio, disegnando un consumatore sempre più attento e calcolatore.
Davanti a un’economia italiana che frena, con un PIL in contrazione dello 0,1%, anche i consumi delle famiglie nel secondo trimestre del 2025 sono completamente fermi; dietro questa stagnazione, però, il carrello non alimentare degli italiani rivela scelte precise: si tagliano i giocattoli (-3,4%) e il bricolage (-1,4%), ma non si rinuncia a profumi (+8,0%) e prodotti per la salute (+3,2%).
Il quadro generale, delineato dal dossier di REF Ricerche, è dominato dalla cautela. Nonostante un mercato del lavoro in tenuta, i salari reali restano del 4% inferiori ai livelli pre-pandemia del 2019. Questa situazione, unita all’incertezza sulle prospettive economiche del Paese, spinge le famiglie a risparmiare di più: il tasso di risparmio si attesta al 9,3%, quasi due punti sopra la media del 7,5% del 2019.
Tuttavia, il nuovo Osservatorio Non Food di GS1 Italy mostra come questa prudenza non si traduca in una rinuncia totale, ma in una riallocazione strategica della spesa. A fronte di una crescita complessiva del mercato non food di appena lo 0,6% nel 2024, emerge un vero e proprio boom per i comparti legati al benessere e alla gratificazione personale. La profumeria si conferma il settore più dinamico con un balzo del +8,0%, seguito dai prodotti di automedicazione (+3,2%) e dall’edutainment (+3,2%). In calo, invece, comparti come giocattoli (-3,4%) e cancelleria (-2,9%). Anche i settori più grandi, come l’elettronica di consumo (-0,5%) e l’abbigliamento (stabile), mostrano una sostanziale stasi.
Questo consumatore calcolatore non cambia solo cosa compra, ma anche dove. Spinto dalla ricerca di convenienza e servizio, si rivolge sempre più a canali come grandi magazzini, farmacie e factory outlet, che nel 2024 hanno aumentato il loro giro d’affari nel non food.
Fonte: GS1