03/09/2025
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Il 77% di utenti Gen Z ha un “legame personale” con l’AI

Un sondaggio globale condotto da Wiingy su oltre 1.500 giovani tra i 18 e i 26 anni mostra come la Generazione Z non solo usi quotidianamente l’intelligenza artificiale, ma sviluppi anche legami emotivi con essa.

Il dato più sorprendente riguarda il rapporto personale: il 41% degli intervistati dichiara di sentirsi “in una relazione” con l’AI generativa, il 4% la considera il proprio “miglior amico” e un ulteriore 10% descrive il rapporto come “complicato”. Solo il 23% afferma di vedere l’AI esclusivamente come uno strumento. In totale, il 77% di Gen Z riconosce una connessione emotiva o personale con l’AI.

La ricerca mostra anche una dipendenza crescente: il 72% non riesce a passare più di una settimana senza usare l’AI, e oltre la metà (54%) interagisce con sistemi come ChatGPT più volte al giorno.

Sul fronte educativo, l’AI è già dominante. Quasi il 90% degli studenti intervistati attribuisce a ChatGPT il miglioramento dei propri voti, relegando i competitor a percentuali minime: Perplexity (3%), OneNote (2%), Notion (1%), Claude (1%) e Quizlet (1%). Inoltre, il 59% dei giovani si dichiara pienamente favorevole a un tutor AI, con un ulteriore 23% che sarebbe disposto a provarlo.

Il rapporto affronta anche la questione politica: l’85% dei rispondenti ritiene che un’AI potrebbe governare meglio degli attuali governi, segno di una sfiducia nelle istituzioni tradizionali e di un’apertura sorprendente al ruolo dell’intelligenza artificiale nella società.

Secondo Wiingy, questi dati segnalano che per Gen Z l’AI non è più un semplice supporto tecnologico, ma un elemento strutturale della vita quotidiana, capace di influenzare scelte personali, studio e persino la visione del futuro politico.

Fonte: Wiingy

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