Il sorpasso a Google è ancora lontano. Un report di Brodie Clark ridimensiona la narrazione sulla “sostituzione” dei motori di ricerca da parte dell’AI: i dati di agosto 2025 mostrano che il 95,3% degli utenti di ChatGPT visita anche Google, mentre soltanto il 14,3% degli utenti Google accede a ChatGPT.
Il confronto è netto: ChatGPT ha totalizzato 5,8 miliardi di visite contro le 83,8 miliardi di Google. Anche se l’AI di OpenAI continua a crescere in popolarità, la centralità di Google nel percorso di ricerca resta dominante.
Secondo gli analisti, questo dimostra che gli utenti non sostituiscono Google con ChatGPT, ma li usano in modo complementare. Da un lato c’è la curiosità verso le risposte AI, utili per sintesi e prime informazioni; dall’altro la necessità di verificare, confrontare fonti, e soprattutto la forza delle abitudini consolidate sulla ricerca tradizionale.
Alcuni dati collaterali rafforzano questa lettura: i referral da ChatGPT ai siti editoriali sembrano in calo, mentre Bing, in certi casi, porta più traffico. Altri esperti hanno evidenziato che il traffico proveniente da ChatGPT è aumentato del 1.233% ad agosto, ma resta comunque marginale rispetto a quello organico di Google, che invia volumi 37 volte superiori.
La conclusione è chiara: l’AI search è in crescita, ma Google rimane il punto di partenza per la scoperta online. Insomma: (quasi) tutti quelli che usano ChatGPT continuano a usare anche Google, ma non tutti quelli che usano Google usano anche ChatGPT.
Fonte: LinkedIn