Plagio
Il plagio è l’appropriazione del lavoro o delle idee di altri presentandoli come propri: testi copiati, immagini riusate senza diritto, ricerche riprese senza citare la fonte. È una questione di diritto d’autore prima che di SEO.
Sul piano della visibilità le conseguenze sono di due tipi. Quando lo stesso testo esiste già altrove, il motore sceglie una versione sola e le altre restano fuori dai risultati: non è una penalizzazione, è una selezione (contenuto duplicato). Quando invece il copiato è sistematico, si entra nelle policy antispam, che trattano esplicitamente i contenuti presi da altri siti e ripubblicati senza aggiungere nulla (spam, thin content).
Chi subisce il plagio ha uno strumento concreto: la richiesta di rimozione per violazione del diritto d’autore, che Google accoglie togliendo dai risultati le pagine segnalate. È una procedura formale e va documentata, ma funziona.
Con la produzione automatica di testi la questione si è spostata di un passo: riscrivere con un modello un articolo altrui non lo rende originale, perché l’originalità non sta nelle parole scelte ma nell’informazione che il testo porta. La parte che nessuno può copiare – un dato raccolto in proprio, un’esperienza documentata, un’analisi condotta in prima persona – è anche l’unica che rende un contenuto difendibile e citabile (contenuto, citazione).