Remarketing
Il remarketing (o retargeting) è la pubblicità rivolta a chi ha già avuto un contatto con l’azienda: ha visitato il sito, guardato un prodotto, abbandonato un carrello, aperto una comunicazione. Si costruisce su liste di pubblico raccolte a partire da quei comportamenti.
Rende più della pubblicità rivolta a sconosciuti per un motivo ovvio – si parla a chi ha già manifestato un interesse – e sconta due limiti che vanno messi in conto. Il primo è di volume: una lista di remarketing è piccola per definizione, quindi è un canale di conversione, non di crescita. Il secondo è di frequenza: oltre una certa soglia di ripetizione l’effetto si inverte e il messaggio diventa fastidioso.
La parte tecnica è cambiata più di quanto si pensi, e non nel modo che veniva annunciato. La rimozione dei cookie di terze parti da Chrome, data per imminente per anni, non è avvenuta; ma il tracciamento si è comunque ristretto per altre vie – le protezioni di Safari e Firefox, gli obblighi di consenso, gli utenti che negano – e le liste costruite su visitatori anonimi si sono assottigliate.
Da qui lo spostamento verso i dati raccolti direttamente: contatti che hanno lasciato un riferimento, clienti già acquisiti, iscritti. Sono liste più piccole, più stabili e non dipendenti da quello che un browser decide di consentire (lead generation, cookie).