Vai al contenuto

NoFollow

NoFollow è il valore dell’attributo rel con cui si dichiara di non voler avallare la destinazione di un collegamento. Introdotto nel 2005 contro lo spam nei commenti, è stato per quindici anni l’unico modo di qualificare un link.

Oggi i valori sono tre e descrivono motivi diversi: sponsored per i collegamenti con un rapporto economico, ugc per quelli inseriti dagli utenti, nofollow per tutti gli altri casi in cui non si vuole garantire per la destinazione. Dichiarare la natura commerciale di un link non è una precauzione formale: è ciò che distingue una collaborazione trasparente da uno schema di link (link building).

Il punto che quasi nessuno ha recepito è che dal 1° marzo 2020 questi attributi sono trattati come suggerimenti, non come direttive. Google li considera un’indicazione e decide da sé se tenerne conto: un nofollow non impedisce più nulla, dichiara un’intenzione.

Sul piano dei motori generativi l’attributo non ha alcun effetto. Un modello non segue i collegamenti: legge il testo in cui compare un nome e registra il contesto. Una menzione dentro un link nofollow vale esattamente quanto una menzione senza link – cioè può valere molto (menzione di brand, citazione).

Approfondimento Link nofollow e link follow: guida completa agli attributi dei link Link follow e nofollow: cosa significano questi attributi e quale importanza hanno per i motori di ricerca e per la SEO di un sito Leggi sul blog

Il mercato non aspetta.
Prendi il controllo adesso.

L’unica piattaforma per presidiare Google e i Motori AI.

  • Piattaforma
    completa (anche in trial)
  • Demo strategica
    con un esperto
  • Assistenza
    Italiana