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Catena di redirect (Redirect Chain)

Una catena di redirect è una sequenza di più reindirizzamenti fra la richiesta iniziale e la pagina finale: A porta a B, B porta a C, e solo lì si arriva al contenuto.

Si forma per stratificazione, quasi mai per scelta. Un passaggio a HTTPS, poi una riorganizzazione delle categorie, poi un cambio di indirizzo del singolo contenuto: ogni intervento aggiunge un anello, e dopo qualche anno un indirizzo vecchio può attraversarne quattro o cinque prima di atterrare.

Il costo è doppio. Per chi visita è tempo di attesa, moltiplicato per il numero di salti e più sensibile su mobile. Per i motori è lavoro sprecato a ogni passaggio, e un limite: oltre un certo numero di salti la catena viene abbandonata e la pagina finale non viene raggiunta – l’indicazione di Google è di restare entro i tre (crawl budget).

La correzione è meccanica e si fa una volta sola: si riscrivono le regole in modo che ogni indirizzo di partenza punti direttamente alla destinazione finale, saltando gli intermedi. Vale la pena farla prima di qualunque migrazione, perché una migrazione su catene esistenti le allunga invece di risolverle (301).

Approfondimento Redirect: che cosa succede a link, utenti e Google quando cambi un URL Un redirect risponde al posto della pagina che hai spostato: quale codice usare, dove si scrive e come controllare che il server non sbagli Leggi sul blog

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