Query fan out: quante e quali ricerche lancia l’AI e chi diventa fonte
Abbiamo sottoposto gli stessi prompt a ChatGPT, Gemini e AI Mode e seguito il query fan out: quante ricerche lancia l’AI e quali siti cita
«Quale impianto fotovoltaico conviene per una villetta?». ChatGPT ti porta ai siti istituzionali, Gemini ai fornitori di energia, AI Mode agli installatori e alle aziende del fotovoltaico. Stesso prompt, fonti completamente diverse.
Chi vende impianti fotovoltaici conosce i suoi concorrenti commerciali, ma nelle risposte AI si trova a competere anche con enti pubblici, testate e pagine che trattano problemi più ampi. Succede anche negli altri settori: il cliente arriva alla scelta di un prodotto attraverso domande che chiamano in causa soggetti diversi.
Dietro c’è il query fan out: prima di rispondere, ogni motore trasforma la domanda del cliente in tante ricerche più specifiche, le lancia a modo suo e sceglie le fonti fra le pagine che trova. Per vedere dove porta, abbiamo seguito le domande di una famiglia dalla bolletta troppo alta fino alla scelta dell’impianto.
Il query fan out all’opera
Google indica il query fan out fra le tecniche di AI Overview e di AI Mode: per una sola domanda, più ricerche correlate lanciate insieme, su sottotemi e fonti di dati diversi, che portano nella risposta un insieme di link più ampio e vario di una ricerca tradizionale. ChatGPT Search riscrive di solito la richiesta in query mirate per i fornitori di ricerca con cui lavora, e dopo i primi risultati ne manda altre, più precise. La frase del cliente e le ricerche da cui escono le fonti, quindi, non coincidono.
Con AI Prompt Research vediamo ogni giorno in quali ricerche si apre un prompt. Ci mancava il tratto successivo: quali siti i motori mettono davvero nella risposta, e se cambiano quando cambia quello che il cliente sa del proprio problema. È lì che si decide con chi compete un sito.
Il fotovoltaico per la casa si presta bene, perché è una spesa che si comincia a cercare prima di conoscere il nome del prodotto. Le situazioni sono concrete, la bolletta quasi raddoppiata, i consumi concentrati la sera, l’appartamento all’ultimo piano di un condominio, la bolletta troppo alta per quello che la famiglia consuma, e per ognuna la domanda è scritta come la farebbe il cliente: con il solo problema, con l’intenzione di agire, con il prodotto chiamato per nome.
Delle domande abbiamo ricostruito le ricerche e, a inizio ottobre 2026, con AI Prompt Tracker raccolto fonti e menzioni nelle risposte di AI Mode, ChatGPT e Gemini, ripetendo la prova a un giorno di distanza sugli ultimi due. Le ricerche mostrano dove il motore va a guardare, le risposte quali siti finiscono per entrarci.
Che cosa cerca l’AI prima che il cliente nomini il prodotto
«La bolletta della luce è quasi raddoppiata e sto pensando di intervenire sul tetto di casa» non contiene la parola fotovoltaico, ed è la domanda che si è aperta di più fra quelle che abbiamo seguito. Le prime ricerche riguardano il problema, perché la bolletta sia raddoppiata. Poi arriva il confronto fra le soluzioni, che comincia con «conviene di più installare pannelli solari o isolare il tetto?», e dietro vengono installatori affidabili, permessi, truffe da evitare, costi nascosti, manutenzione.
Il cliente ha deciso di spendere e non sa ancora per che cosa, così lascia al motore il compito di mettere in fila le strade possibili. Fra queste c’è l’isolamento del tetto, che un venditore di pannelli non conta fra i concorrenti e che l’AI gli mette accanto prima ancora che il cliente sappia di doverli confrontare. In tutte le situazioni la domanda con l’intenzione di agire si apre più di quella con il solo problema, mentre il nome del prodotto, nella maggior parte dei casi, torna a stringere il campo, perché a quel punto la scelta più grande è fatta.
Nella domanda sui pannelli o sull’isolamento il cliente deve ancora capire se il fotovoltaico è la strada giusta; in «quale impianto fotovoltaico conviene per una villetta?» ha scelto la categoria e confronta le alternative. Una pagina costruita tutta intorno all’impianto risponde bene alla seconda e lascia scoperte le informazioni che portano il cliente fin lì: se conviene, quanto costa davvero, di chi fidarsi, quali permessi servono.
Dove si gioca la candidatura a fonte
Ogni ricerca del fan out ha la sua pagina di risultati, e lì il tuo sito compete per entrare fra le pagine da cui la risposta prende le fonti. Per Google è scritto nella documentazione delle funzionalità AI: per comparire come link di supporto in AI Overview e AI Mode una pagina deve essere indicizzata e idonea allo snippet, e non servono requisiti oltre alle pratiche SEO. Lo stesso vale fuori da Google, per le query riformulate che arrivano ai fornitori di ricerca: una pagina diventa fonte se compare fra i risultati.
Per questo lavoriamo sulla presenza nelle risposte AI partendo dal posizionamento, ed estendendolo alle ricerche che il cliente non scrive e che un motore che cerca dal vivo lancia per lui.
ChatGPT, Gemini e AI Mode davanti alla stessa domanda
Su nessuna domanda un sito è comparso nelle risposte di tutti e tre i motori. Nella maggior parte dei casi non ce n’era uno in comune nemmeno fra due motori. Le eccezioni si contano: Enel e Idealista fra AI Mode e Gemini sulla bolletta raddoppiata, ARERA fra AI Mode e ChatGPT sulla bolletta troppo alta, GSE e Agenzia delle Entrate fra ChatGPT e Gemini sul condominio e sugli incentivi.
Cambia soprattutto chi spiega. ChatGPT si appoggia agli enti pubblici: ARERA sulle bollette, il GSE sull’autoconsumo e sul condominio, ENEA sull’efficienza, l’Agenzia delle Entrate e Normattiva su incentivi e regole. AI Mode e Gemini lasciano lo spazio ad altri, dai fornitori di energia come Enel, E.ON ed Eni Plenitude alle testate come il Sole 24 Ore, fino agli installatori.
Le fonti diverse vengono dal percorso della ricerca: ChatGPT riscrive la domanda per i suoi fornitori, Google la scompone sulla propria Ricerca, e ricerche diverse trovano pagine diverse.
Per un installatore ARERA non è un concorrente commerciale, eppure nella risposta che legge il suo potenziale cliente occupa lo spazio di una fonte. Su ChatGPT la tua pagina si misura con la fonte normativa, sugli altri due motori con operatori e informazione di settore: due concorrenze diverse sul medesimo tema. E una citazione come fonte non equivale a una raccomandazione, perché un dominio può spiegare un requisito tecnico senza che il brand venga proposto come azienda da contattare. Per questo nel Tracker leggiamo separate le citazioni del dominio e le menzioni del brand.
Otovo fra le fonti delle AI Overview e fuori dalle risposte
Abbiamo legato il progetto di AI Prompt Tracker al sito di Otovo, azienda norvegese di fotovoltaico per la casa attiva anche in Italia, perché nelle AI Overview è fra le fonti più presenti del settore: al 14 ottobre era la prima su «tipi di impianti fotovoltaici», la terza su «fotovoltaico individuale in condominio», la quarta su «ammortamento impianti fotovoltaici». Sulle keyword principali, invece, resta lontano dalla prima pagina organica.
La sua forza sono le pagine che rispondono a domande precise. Nelle SERP del 23 ottobre è secondo sulla prima di quelle ricerche e quattordicesimo su quella del condominio, mentre su quella dell’ammortamento non compare fra i primi risultati: eppure viene citato. È il fan out al lavoro: le fonti arrivano dalle ricerche collegate, non solo dalla prima pagina che l’utente vede.
Nelle 36 risposte che abbiamo raccolto Otovo non c’è mai, né come fonte né per nome. Google dichiara che AI Mode e AI Overview possono usare modelli e tecniche diversi, e il caso mostra fino a che punto: la presenza conquistata su ricerche brevi e specifiche non passa alle domande poste in forma di conversazione, dove il fan out apre altre strade. È una visibilità legata a quelle ricerche, non alle risposte AI in generale.
La stessa domanda, ripetuta il giorno dopo
Alla ripetizione Gemini ha cambiato l’elenco: sulla bolletta e sull’intervento al tetto la prima risposta indicava Enel, Solare Industriale, Idealista e Fiscomania, la seconda Bolletta Energia e BibLus. Domanda identica, fonti tutte diverse, e in più della metà delle domande non è rimasto un solo sito.
ChatGPT invece è stabile. Ripetuta, una domanda conserva la maggior parte delle fonti, mentre fra le domande di una situazione poste in momenti diversi del cliente ne restano in comune poche. Qui a cambiare le fonti è la domanda, più del caso.
La differenza pesa su come si legge una presenza. Su Gemini una citazione rilevata una volta fotografa quella risposta, e la successiva può già essere diversa: la presenza si segue su più scansioni, e un cambiamento fra il problema e il prodotto non si può attribuire alle parole del cliente. Per i Money Prompt avevamo indicato la ripetizione come il segnale da leggere, e il suo peso cambia da un motore all’altro: su ChatGPT una lettura dice già molto, e il confronto fra le domande diventa leggibile.
Che cosa sposta le fonti su ChatGPT
Il condominio è l’esempio più chiaro. «Abito all’ultimo piano di un condominio e d’estate spendo un patrimonio di corrente» porta ChatGPT a ENEA, cioè all’efficienza energetica dell’edificio. «Abito in condominio e vorrei capire se posso produrmi l’energia da solo» lo porta al GSE, che si occupa dei meccanismi dell’autoconsumo. «Regole per installare un impianto fotovoltaico in condominio» lo porta alle fonti giuridiche, Brocardi e Normattiva, e di nuovo al GSE. Ripetute, le tre domande hanno riportato gli stessi siti; Brocardi compariva solo nella prima rilevazione.
Il cliente passa dai consumi alla produzione autonoma, poi alle regole di installazione, e ChatGPT cambia con lui la base informativa della risposta. Problema, intenzione e prodotto per nome nascono dallo stesso bisogno, ma nelle sue risposte sono domande con fonti proprie, e un paniere di prompt che ne contiene una sola per bisogno fotografa un momento del cliente e lascia fuori gli altri due.
Come si lavora sulle ricerche del fan out
Il materiale da cui partire sono le domande che i clienti ti fanno già, nei preventivi, all’assistenza, nelle chat. Per ogni bisogno conviene scriverne le tre versioni, il problema, l’intenzione di agire e il prodotto per nome, perché il nome del prodotto da solo lascia fuori il territorio in cui nascono le ricerche più numerose.
Con AI Prompt Research ricostruisci le ricerche di quelle domande, divise per ambito, dalle informative a quelle sul dopo, e le metti accanto alle pagine del sito. La prima decisione è editoriale: le questioni emerse hanno già una pagina che risponde nel merito, o il lettore deve cercare altrove costi, vincoli, confronti e criteri di scelta? Non serve una pagina per ogni query. Servono pagine che trattino quello che una persona deve sapere per scegliere, comprese le soluzioni concorrenti che il cliente non nomina, come l’isolamento accanto ai pannelli. Nel condominio, efficienza, autoconsumo e regole chiedono pagine diverse e incontrano fonti diverse.
La verifica successiva è sulla ricerca organica. Le ricerche del fan out pertinenti vanno fra le Keyword monitorate del tuo progetto SEOZoom, dove posizionamenti, variazioni, intenti e ranking dei competitor si aggiornano ogni 48 ore: lì vedi su quali il sito ha già un contenuto competitivo e su quali manca del tutto. È qui che il sito costruisce la sua candidatura a diventare fonte, con la pertinenza, la profondità delle informazioni, l’indicizzazione e i collegamenti interni.
Resta da guardare dentro le risposte. Con AI Prompt Tracker poni le domande ad AI Mode, ChatGPT e Gemini e in ciascuna risposta leggi le citazioni del dominio, le menzioni del brand e i concorrenti, una rilevazione dopo l’altra, motore per motore. Per le AI Overview usi lo strumento AI Overview, che ti mostra le keyword per cui il sito è presente nelle risposte AI di Google con visibilità, menzioni e andamento. Un’assenza che si ripete su una domanda importante merita una diagnosi; una differenza occasionale, soprattutto su Gemini, chiede prima una nuova rilevazione.
Nello studio completo trovi le dodici domande come le abbiamo scritte, le fonti di tutte le risposte e i grafici della rilevazione.