Checkout
Il checkout è la sequenza di passaggi che va dal carrello all’ordine confermato: dati di spedizione, scelta della consegna, metodo di pagamento, conferma. È il tratto più breve di tutto il percorso d’acquisto ed è quello in cui si perde più gente in proporzione (e-commerce, carrello abbandonato).
Il motivo per cui si perde è che qui non si convince più nessuno: chi è arrivato ha già deciso. Ogni elemento della pagina che non serve a completare l’ordine – un’offerta aggiuntiva, un invito a iscriversi, un codice sconto da cercare altrove – sposta l’attenzione da un’azione che la persona voleva già compiere. È l’unico punto del sito in cui togliere funziona meglio che aggiungere.
Le cause ricorrenti di abbandono sono poche e quasi sempre le stesse: costi di spedizione che compaiono solo alla fine, obbligo di creare un account, metodo di pagamento assente, tempi di consegna dichiarati troppo tardi. Si risolvono anticipando l’informazione, non inseguendo chi se n’è andato.
Dal lato della ricerca organica la pagina di checkout non ha alcun ruolo e non deve averne: va esclusa dall’indicizzazione, insieme al carrello e all’area account. Capita invece di trovarla indicizzata, e quando succede il problema non è la pagina in sé ma ciò che quella svista rivela sulla configurazione del negozio.
Una nota sul presente: dal 20 novembre 2026 il pagamento dilazionato comporta passaggi informativi aggiuntivi dentro il checkout, previsti dalla normativa europea sul credito ai consumatori. Chi offre quella modalità si trova ad allungare il percorso proprio nel punto in cui ogni passaggio costa (buy now pay later, tasso di conversione).